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Claudia Cardinale (1938-2025): per sempre Angelica, la gemma del Gattopardo

Diego Minuti
 
Claudia Cardinale (1938-2025): per sempre Angelica, la gemma del Gattopardo

Quando Angelica Sedara fa la sua apparizione nel salone, tutto stucchi e oro, dove la gente balla e si compiace della propria eleganza, è come se il mondo si fermi, perché oltre non può andare. Nel candido bozzolo bianco, disegnato per lei da Piero Tosi (che fu candidato all'Oscar per i costumi nel 1963), Angelica ha il volto di una Claudia Cardinale di bellezza sfolgorante, quella dei suoi 25 anni, qualcosa in più del suo personaggio letterario, ma poco importa. Perché la sua è stata una bellezza fiorita quando era ancora una ragazzina e che l'ha cullata sino alla fine.

Claudia Cardinale (1938-2025): per sempre Angelica, la gemma del Gattopardo

Una delle scene cruciali de ''Il Gattopardo'' ha fatto entrare Claudia Cardinale nella leggenda.
Avvinta in un sensuale (ancorché formale vista l'epoca) ballo con un altrettanto bellissimo Alain Delon, sulle ali del ''Valzer brillante'' di Giuseppe Verdi, Claudia Cardinale divenne il sogno irraggiungibile di chi pensava a lei come a qualcosa di inarrivabile, perché in quegli occhi neri si rischiava di perdersi.

Quel ballo, ''ridisegnato'' da Nino Rota per adattarlo alle esigenze di Luchino Visconti e del film, è stato il compagno di sogni che solo i giovani sanno costruire, perché tutti, in quel lontano 1963, si pensarono nell'elegante abito di lei e nella eleganza di lui, guardando ad Angelica e Fabrizio come il sugello che dovrebbe avere ogni amore.

La sfolgorante bellezza di Claudia Cardinale era già nota a chi frequentava i cinema, soprattutto quello che portava in calce la firma di registi famosi. Lei, in ''Quel maledetto imbroglio'' (1959) che Pietro Germi volle dirigere e interpretare, è Assuntina Jacovacci, protagonista di un fatto drammatico più grande di lei che la potrebbe travolgere, ma dal quale esce senza passare per il carcere per il solo fatto d'essere incinta dell'assassino di turno.

Una condizione che l'aveva toccata nella vita reale, violentata da un uomo malvagio, che la rese madre del primo figlio, Patrick, che crebbe orgogliosamente da sola in un mondo che, a quel tempo, non distingueva il bene dal male, quando si parlava di donne.

Un anno prima era stata parte dello straordinario cast de ''I soliti ignoti'', ancora oggi un abbecedario per chiunque si voglia accostare alla commedia.
E' lungo l'elenco dei film di cui Claudia Cardinale è stata protagonista e, anche quando non lo era in ruoli principali, la sua presenza si avvertiva sempre, per il suo stile recitativo misurato, ma che quasi cozzava con la sua bellezza atipica, quasi aggressiva, un controsenso rispetto al suo carattere, calmo e riflessivo, che le ha sempre guadagnato la stima e l'affetto dei suoi compagni di set.

Ma, oggi che lei non c'è più, sembra doveroso ricordane alcuni, almeno per quello che lei ha lasciato, in termini di impronta artistica. Certo non si può dimenticare Giuditta Di Castro, donna del popolo, ebrea e troppo incline ad innamorarsi di uomini sbagliati, de ''Nell'anno del Signore'' (1969), impegnata in un testa a testa artistico con un Nino Manfredi in forma smagliante, ciabattino, ma anche Pasquino, nella Roma papalina che mandava alla ghigliottina gli oppositori.

E un'altra donna ''perduta'', Jill McBain, fu impreziosita dalla sua interpretazione in ''C'era una volta il West'' (1968) prova d'autore di Sergio Leone e che ha ridisegnato i confini del western degli ultimi decenni. E, come se questo ruolo le calzasse a pennello, anche Carmela, protagonista femminile di ''Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata'' (1971), con un superbo Alberto Sordi, è una prostituta dal cuore d'oro.

Stretta in un abitino corto e bianco, Carmela sa tirare fuori le unghie, passando dai colori della delusione a quella della consapevolezza che un futuro lo avrà comunque, anche se con un uomo che lei non ama (ancora).
Parlando dei registi che l'hanno diretto, negli oltre cento lavori ai quali ha preso parte, dal cinema alla televisione, ma anche radiofonici, Claudia Cardinale ha sempre detto di essere loro riconoscente, per quello che le hanno dato modo di imparare, a conferma della sua umiltà.

''Che maestri incredibili ho avuto - disse con la sua celebre voce rosa, resa sensuale dal retaggio del francese parlato in gioventù -. A contatto con ognuno di loro, mi sono arricchita, trasformata, rivelata. È il segreto della longevità di una carriera. Un attore si nutre dei sogni di un altro. Lo scambio che nasce tra lui e il regista lo fa evolvere''.

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