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5G industriale, in Italia il mercato cresce del 43%, ma resta confinato in una nicchia ad alto potenziale

di Redazione
 
5G industriale, in Italia il mercato cresce del 43%, ma resta confinato in una nicchia ad alto potenziale
Il 5G industriale cresce, ma non decolla. In Italia, la spesa complessiva nel 2025 raggiunge i 10,5 milioni di euro, in aumento del 43% rispetto all’anno precedente, ma il mercato resta ancora di nicchia. Secondo i dati dell’Osservatorio 5G & Connected Digital Industry della School of Management del Politecnico di Milano, nel Paese si contano oggi 47 progetti di reti private o dedicate, dieci in più rispetto al 2024, con oltre l’80% delle iniziative a carattere riservato, un segnale che il 5G si sta spostando sempre più verso implementazioni industriali strategiche e meno verso la sperimentazione pubblica.

Le applicazioni più diffuse si trovano nella logistica (26%), nella manifattura (23%) e nei centri di innovazione (21%), dove il 5G abilita soluzioni di automazione, manutenzione predittiva, tracciamento di flussi e fleet management. A livello europeo, lo scenario è analogo, l’Osservatorio ha censito 550 reti 5G private, ma solo il 28% dei progetti è pubblico, mentre il resto resta riservato o in fase sperimentale. La trasformazione del mercato verso modelli “use case first”, in cui le applicazioni concrete guidano le scelte tecnologiche, appare ormai consolidata.

Nonostante la crescita, la maturità del mercato italiano è ancora limitata. Solo il 2% delle grandi e medio-grandi imprese utilizza oggi la connettività per innovare il proprio modello di business, mentre la spesa media in connettività si ferma al 7% del budget ICT. La maggior parte delle aziende si dichiara soddisfatta della rete attuale e percepisce un cambio tecnologico come un’operazione costosa e complessa. La sicurezza, la difficoltà di individuare partner affidabili e il rischio di lock-in restano barriere significative all’adozione di soluzioni più avanzate.

Antonio Capone (nella foto), responsabile scientifico dell’Osservatorio dice: “L’industria europea delle telecomunicazioni sta attraversando una fase di profonda trasformazione, ma la strategia per sfruttare pienamente il potenziale della connettività è ancora da costruire”. Aggiunge Marta Valsecchi, direttrice dell’Osservatorio, che “quasi la metà delle grandi imprese considera la connettività un elemento essenziale per garantire la continuità operativa, ma non ancora una leva per l’innovazione. Solo poche realtà investono per automatizzare processi core o creare nuovi modelli di business basati sul 5G”.

Il quadro europeo mostra dinamiche simili, manifattura e logistica rappresentano oltre la metà dei progetti 5G industriali, con casi sempre più mirati alla creazione di smart factory, tracciamento di asset, robotica collaborativa e droni per la sorveglianza intelligente. “Serve una regolamentazione più uniforme sull’accesso allo spettro e garanzie di sicurezz”, osserva Luca Dozio, co-responsabile scientifico dell’Osservatorio. “Solo così sarà possibile scalare i progetti e favorire una reale integrazione del 5G nei processi produttivi”.

La ricerca conferma infine che, pur restando un mercato circoscritto, il 5G industriale sta guadagnando rilevanza, l’81% della spesa 2025 è destinata a reti private su più siti, e i fondi pubblici, pur in calo, continuano a sostenere quasi il 40% degli investimenti. Le imprese iniziano a investire capitali propri per progetti a motivazione industriale più solida. In parallelo, cresce l’offerta tecnologica, con 21 device 5G Ready sviluppati da 9 produttori che trovano applicazioni in settori come agricoltura, difesa, media e manifattura.
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