Cultura

ABI e Istituto Einaudi celebrano Guido Carli: un volume sulle riflessioni da Governatore

di Redazione
 
ABI e Istituto Einaudi celebrano Guido Carli: un volume sulle riflessioni da Governatore

In un momento in cui le banche centrali globali ridefiniscono i propri mandati tra lotta all'inflazione e sostegno alla crescita, rileggere Guido Carli non è un esercizio di nostalgia accademica, ma una necessità strategica. Il volume “Per la stabilità monetaria e il mercato”, edito da Laterza in collaborazione con l’ABI e l’Istituto Einaudi, raccoglie ventisei contributi pubblicati sulla rivista Bancaria durante il quindicennio (1960-1975) in cui Carli fu alla guida di Palazzo Koch.

Il testo, curato da Federico Pascucci con un approfondimento storico di Giovanni Farese, completa il percorso di valorizzazione iniziato nel 2019 con "Mercato, Europa e libertà". Se quel primo volume analizzava le relazioni assembleari, questa nuova raccolta scende nel dettaglio tecnico e dottrinale, restituendo la voce di un Governatore che ha dovuto navigare tra le tempeste della fine di Bretton Woods e le prime grandi crisi valutarie del dopoguerra.

La stabilità come precondizione dello sviluppo

Nella prefazione firmata dal Presidente dell’ABI Antonio Patuelli e da Maurizio Sella (compianto Presidente dell’Istituto Einaudi), emerge chiaramente il cuore del pensiero carliano: la stabilità monetaria non è un fine statico, ma uno strumento dinamico. Essa si ottiene attraverso un "rigoroso controllo della liquidità e dei flussi monetari", precondizione essenziale per uno sviluppo che sia "sostenibile e non effimero".

Per Carli, il mercato non era un’entità astratta, ma un organismo da regolare con precisione chirurgica. Il rifiuto delle generalizzazioni e il rigore analitico si fondono, negli scritti, con una profondità umanistica rara nel panorama tecnico odierno.

Tra metafore e pragmatismo: la "politica dell'istrice"

Il volume non offre solo rigore econometrico, ma svela l'abilità comunicativa di un economista capace di usare metafore letterarie per spiegare fenomeni complessi. Carli parlava del sistema finanziario come di un "grande fiume" e definiva "politica dell'istrice" l'approccio delle autorità di vigilanza di fronte alle crisi speculative: un atteggiamento difensivo ma pronto a pungere per scoraggiare gli attacchi alla valuta.

Questi interventi, nati in convegni specialistici, mostrano un Carli interlocutore privilegiato di una classe dirigente che includeva figure del calibro di Luigi Einaudi, Donato Menichella e Raffaele Mattioli. Un’epoca in cui il dialogo tra banche centrali e sistema bancario privato (rappresentato allora da Stefano Siglienti in ABI) era il motore della stabilità nazionale.

Un'eredità per il presente

Il libro non è solo una cronaca del passato. La riflessione sul ruolo della banca centrale come garante dell'equilibrio finanziario risuona oggi con forza, mentre l'Europa cerca una nuova identità fiscale e monetaria. La lezione di Carli, la consapevolezza che non può esserci libertà politica senza ordine monetario, rimane uno dei pilastri fondamentali su cui poggia l’architettura bancaria contemporanea.

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