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Allarme ENEA: il nord rischia l'alluvione perenne, il sud la siccità totale

di Redazione
 
Allarme ENEA: il nord rischia l'alluvione perenne, il sud la siccità totale
Non è più una minaccia lontana, ma una traiettoria tracciata con una precisione mai vista prima. Entro il 2100, l’Italia cambierà volto: più secca, più calda, ma paradossalmente più esposta a fenomeni violenti e improvvisi. L’ultimo report dell’ENEA lancia un monito senza precedenti sul futuro del bacino del Mediterraneo, confermando che la nostra Penisola è nel cuore del cambiamento.

La vera novità della ricerca risiede nella risoluzione delle simulazioni. Grazie a modelli regionali ad altissima definizione (fino a 5 chilometri), i ricercatori hanno potuto osservare dettagli che i modelli globali solitamente ignorano.

“Abbiamo utilizzato queste proiezioni come una lente di ingrandimento”, spiega Maria Vittoria Struglia, coordinatrice dello studio e ricercatrice del Laboratorio ENEA Modelli e servizi climatici. “Questo ci permette di conoscere con estrema precisione gli impatti locali, fondamentali per progettare strategie di adattamento che tengano conto delle specificità di ogni singola regione”.

I dati più allarmanti riguardano le nostre vette. Nello scenario climatico più critico (quello in cui la decarbonizzazione non diventa prioritaria), le aree montuose subiranno un surriscaldamento drastico: estate: picchi di +4,5 °C. Autunno: aumenti fino a +3,5 °C.

Un riscaldamento di questa portata non solo minaccia l’ecosistema alpino e il turismo invernale, ma altera profondamente il ciclo delle acque per l’intera pianura sottostante.

Il futuro delle precipitazioni sarà caratterizzato da un dualismo pericoloso. Se da un lato il clima diventerà generalmente più arido, specialmente in estate e lungo le coste tirreniche, dall’altro l'intensità dei singoli eventi aumenterà vertiginosamente.

Il calendario degli eventi estremi

Autunno: la stagione della "tempesta perfetta". Si prevede un incremento significativo delle piogge torrenziali su quasi tutto il territorio, con il Nord Italia in prima linea per rischio idrogeologico.

Inverno e primavera: le Alpi occidentali vedranno piogge più violente, mentre le Alpi orientali e il Sud (in particolare la Sicilia) vedranno una progressiva riduzione dei fenomeni.

Estate: un calo generalizzato delle piogge renderà la stagione calda sempre più siccitosa, aumentando la pressione sulle risorse idriche e sull'agricoltura.

Il Mediterraneo è descritto dagli scienziati come un bacino semi-chiuso circondato da alte catene montuose. Questa conformazione lo rende estremamente vulnerabile. La nuova ricerca Enea evidenzia come le proiezioni regionali mostrino cambiamenti talvolta opposti rispetto ai modelli a bassa risoluzione, confermando che il rischio locale è spesso sottostimato dai grandi algoritmi globali.

Non c’è più spazio per una pianificazione generica. Conoscere dove colpirà l’alluvione e dove morderà la siccità è l’unico modo per salvare l'economia e il benessere delle comunità locali.
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