Innovation

Bocconi e PoliMi fondono gli hub. Nasce il gigante del Deep Tech da 6 miliardi

di Redazione
 
Bocconi e PoliMi fondono gli hub. Nasce il gigante del Deep Tech da 6 miliardi

È una mossa di sistema, una di quelle che trascendono la cronaca accademica per entrare di diritto nella strategia industriale del Paese quella che si consuma martedì 20 gennaio sull'asse tra Piazza Leonardo da Vinci e Via Sarfatti: Università Bocconi e Politecnico di Milano, i due pesi massimi della formazione d'eccellenza, annunciano la fusione operativa dei rispettivi rami imprenditoriali per dare vita alla Tech Europe Foundation (TEF), il primo polo italiano del deep tech con una massa critica finalmente degna di competere su scala continentale. 

L'operazione, che vede il conferimento in un’unica entità del deep tech hub PoliHub e dell'acceleratore Bocconi for Innovation (B4i) insieme al fondo di Venture Capital B4i Fund SIS, non è una semplice somma algebrica ma un moltiplicatore di potenza per un ecosistema che, dati alla mano, rappresenta già il motore immobile dell'innovazione tricolore: i due atenei, congiuntamente, sono la culla del 45% dei fondatori di startup nate in Italia nell'ultimo quadriennio e hanno catalizzato il 92% dei capitali attratti da laureati, per un valore monstre che sfiora i 6 miliardi di euro. 

A guidare questa infrastruttura unica, che accorpa l'intera filiera dalla ricerca scientifica (TRL 1-5) fino allo scale-up, sarà l'ex rettore del Politecnico, Ferruccio Resta (nella foto), affiancato da un parterre di soci fondatori che include la Ion Foundation di Andrea Pignataro, la Fsi guidata da Maurizio Tamagnini e la Camera di Commercio di Milano. 

"Erano due buoni incubatori, ma presi singolarmente non avevano il posizionamento internazionale necessario per emergere dal rumore di fondo", taglia corto il neo-presidente Resta, sottolineando come la nuova fondazione no profit nasca per colmare un vuoto strutturale del sistema italiano, ovvero la frammentazione del trasferimento tecnologico e la carenza di "investimenti pazienti" nelle fasi in cui la tecnologia è ancora troppo fragile per il mercato e il rischio troppo alto per il venture capital tradizionale. 

Con un portafoglio attivo di oltre 70 imprese e un flusso di quasi 2.000 candidature l'anno, TEF si propone come piattaforma permanente per evitare che gli studenti guardino a Berlino o San Francisco per realizzare le proprie ambizioni. I numeri del track record sono eloquenti: B4i, nata nel 2019, porta in dote 68 startup e 70 milioni di raccolta; PoliHub, attivo dal 2013, ha accompagnato oltre 5.350 startup e attratto investimenti per 6,55 miliardi. 

"Ben oltre la collaborazione tra atenei, questa fusione genera un'entità che ragiona per dimensioni che trascendono gli interessi di parte", osserva la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto, cui fa eco il rettore della Bocconi Francesco Billari, evidenziando come le università non siano più solo luoghi di sapere ma "piattaforme capaci di abilitare crescita e competitività". La sfida è costruire massa critica per trasformare la ricerca in PIL, uscendo dalla logica del progetto pilota per entrare in quella dell'industria dell'innovazione.

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