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Bond vigilantes, elezioni USA e trimestrali, il nuovo equilibrio dei mercati

di Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco
 
Bond vigilantes, elezioni USA e trimestrali, il nuovo equilibrio dei mercati
La recente crisi geopolitica legata al controllo della Groenlandia ha ricordato agli investitori il fatto che l’anno in corso è un anno elettorale negli Stati Uniti. Il livello di gradimento dell’attuale presidenza è in declino e la probabilità che la Camera passi a maggioranza Democratica alle elezioni di mid-term è alta. Come ormai il mercato ha imparato, le fasi di escalation sembrano create per essere seguite da una de-escalation che generi ancora più risonanza mediatica. In questa fase di campagna elettorale, ritorna anche il rischio di shutdown federale minacciato da senatori democratici in risposta alla politica anti-immigrazione culminata nei recenti eventi di violenza, per ultimi a Minneapolis.

Un tema fondamentale sui mercati finanziari è invece il riaffacciarsi dei cosiddetti bond-vigilantes, che tornano in Giappone dove i tassi d’interesse sui JGB a lunga scadenza sono aumentati in maniera sostanziale, risultando all’epicentro di un movimento sulle curve dei tassi correlato a livello globale. Il movimento sui JGB, soprattutto le scadenze a quarant’anni, ha in buona parte ritracciato; l’episodio rappresenta un promemoria di come cambiamenti nelle dinamiche di politica interna possano trasmettersi rapidamente ai portafogli globali. La brusca inversione dello yen, dopo un presunto intervento, non ha fatto che amplificare l’attenzione dei mercati; mentre la BOJ ha portato un messaggio attendista, ma con una revisione al rialzo della crescita che fa pensare ad un possibile rialzo dei tassi per la riunione di giugno.

La principale causa dell’aumento dei rendimenti sui JGB è stato lo scioglimento del parlamento e la convocazione di elezioni anticipate, con la coalizione di governo a favore di un taglio dell’imposta sui consumi. La premier Takaichi sostiene un taglio temporaneo dell’imposta sui generi alimentari, i cui proventi rappresentano oltre il 20% delle entrate complessive. Il mercato ha dovuto quindi scontare un orientamento fiscale più espansivo. Di per sé la misura sembrerebbe gestibile sul rapporto debito/Pil in Giappone, ma gli investitori si domandano se davvero il taglio alle tasse resti temporaneo e se, nel contesto di un incremento significativo della spesa per la difesa e di politiche pro-cicliche, il potenziale rischio alla sostenibilità del debito pubblico sia riflesso nei rendimenti attuali.

La stagione delle trimestrali aziendali è iniziata bene negli Stati Uniti. Siamo solo agli inizi ma i primi riscontri indicano un quadro generalmente positivo sul fronte dei profitti, mentre le indicazioni sul outlook 2026 si collocano leggermente al di sopra delle attese degli analisti. Il settore finanziario, sempre tra i primi a pubblicare i risultati, ha dato buone conferme. Le prossime due settimane sono le più significative con il settore tecnologico sotto i riflettori. L’attenzione resterà concentrata sulle indicazioni relative agli investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale, che potrebbero addirittura essere riviste al rialzo rispetto al tasso di crescita attualmente stimato del 35% annuo. I primi segnali in questo senso provenienti dalla catena produttiva in Asia sono positivi, TSMC e Samsung Electronics hanno confermato una domanda molto solida. Altri temi centrali saranno legati alla capacità di monetizzare gli investimenti precedenti e ad eventuali indicazioni rispetto l’emissione di nuovo debito per finanziare l’espansione delle infrastrutture, alcuni degli Hyperscaler potrebbero portare novità al mercato proprio nei prossimi giorni.

La riunione della Fed in settimana non porterà particolari novità. Powell andrà a sottolineare come i tre tagli effettuati recentemente siano al momento un buon punto di atterraggio per la politica monetaria in attesa di nuovi dati sul mercato del lavoro. Intanto nella corsa alla successione di Powell sembra emergere la figura di Rick Rieder, investitore di grandissima esperienza e oggi CIO fixed income di BlackRock. L’eventuale nomina di Rieder porterebbe sicuramente una tendenza ribassista sui tassi, vista la sua visione per cui il tasso neutrale sia al 3%, ma allo stesso tempo una forte iniezione di credibilità alla capacità di interpretare economia e mercati da parte di un professionista esperto e di capacità indubbie. Per mia esperienza professionale avendo lavorato direttamente con lui mi sento di sottoscrivere appieno il giudizio.

Sul fronte macro, gli indici PMI hanno segnato un movimento al rialzo nel comparto industriale con i dati più anticipatori in miglioramento. L’indice IFO potrebbe confermare l’espansione in Germania, mentre il dato sul PIL della Zona Euro dovrebbe confermarsi su livelli relativamente solidi. Sarà anche interessante seguire il summit tra UE ed India, che dopo l’accordo con i paesi del Mercosur potrebbe portare novità sul fonte commerciale. Il tema di una crescita americana non omogenea è sempre più centrale. Le condizioni economiche in aggregato sono molto solide; consumi sostenuti da effetto ricchezza e investimenti che si espandono; ma emergono segnali di stress finanziario sulle fasce a reddito piu basso, che hanno bisogno di un mercato del lavoro più solido.
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