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Fiom: fermiamo l’auto-distruzione dell’industria dell’automotive

 
Fiom: fermiamo l’auto-distruzione dell’industria dell’automotive
“Si è svolto oggi un presidio di un migliaio di metalmeccaniche e metalmeccanici da tutta Italia presso il Mimit per la crisi dell’automotive. Dal tavolo non è arrivata nessuna risposta concreta per i lavoratori con una riduzione del fondo automotive, da 8 a 1,6 miliardi in 5 anni, senza alcuna condizione nei finanziamenti pubblici per garantire l’occupazione in Italia.

E’ opportuno sottolineare che il tavolo, istituito appena dopo l’insediamento dell’attuale Governo, aveva un obiettivo estremamente importante e certamente non semplice, di addivenire ad un accordo tra Governo-Stellantis-Anfia-Regioni interessate e organizzazioni sindacali che definisse le condizioni affinché nel nostro Paese si tornasse a fare ricerca e sviluppo e di produrre più di un milione di veicoli e di salvaguardare l’occupazione anche nella componentistica.

Il Mimit rivendica modifiche normative che da un punto di vista industriale e occupazionale non hanno avuto effetti positivi, anzi la situazione si aggrava sempre di più nella transizione. Questo tavolo ha finora disatteso l’obiettivo dichiarato del Governo, nonostante le continue sollecitazioni e richieste dei sindacati. Nel frattempo la situazione è peggiorata. Le produzioni di Stellantis sono ai minimi storici, poco meno del 60% dei lavoratori sono in ammortizzatore sociale. Le aziende della componentistica, soprattutto quelle monocommittenti verso Stellantis, sono in una situazione di emergenza. Sono circa 10.000 i lavoratori che stanno terminando gli ammortizzatori sociali e a rischio licenziamento.

Per questo centinaia di lavoratrici e lavoratori di Stellantis e di tutto il settore automotive erano presenti sotto al Ministero. Per evidenziare la pesante crisi e per richiedere soluzioni che non possono che passare attraverso politiche industriali da parte del Governo, ancora del tutto assenti, e investimenti pubblici e privati. Nonostante Stellantis abbia annunciato oggi un aumento della produzione in Italia già nel 2026, è ora di un confronto serrato sul piano industriale in termini di nuove produzioni, impianti e occupazione per rilanciare la ricerca e sviluppo in Italia per il mercato globale a partire da quello europeo dove per la prima volta le vendite delle auto elettriche sono state superiori a quelle diesel.

La Commissione europea ha modificato la normativa, ora sono necessarie le risposte del Governo per un piano pluriennale sulla ricerca e produzione di Stellantis. Il gap tecnologico nei confronti dei concorrenti cinesi, ma anche nipponico e coreani rischia di allargarsi ulteriormente. Servono una nuova strategia di settore per definire la politica industriale nazionale ed europea e le risorse che ancora non sono state stanziate in Europa e in Italia. 

Per tutte queste ragioni è necessario che il tavolo automotive diventi un tavolo permanente a Palazzo Chigi. La Presidenza del Consiglio deve assumersi la responsabilità di guidare questo confronto per contrastare il reale pericolo di perdere un settore strategico per la nostra industria”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità

Ufficio stampa Fiom-Cgil
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