Innovation

Intesa Sanpaolo spinge su infrastrutture energia e innovazione per sostenere la competitività in Europa, Regno Unito e Medio Oriente

di Demetrio Rodinò
 
Intesa Sanpaolo spinge su infrastrutture energia e innovazione per sostenere la competitività in Europa, Regno Unito e Medio Oriente
Infrastrutture sostenibili, transizione energetica e innovazione tecnologica sono al centro della strategia per rilanciare la competitività di Regno Unito, Europa e Medio Oriente. A ribadirlo è stata la Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo durante la conferenza “Infrastructure and Growth Opportunities for Europe and the UK”, tenutasi a Londra.

L’evento ha riunito istituzioni, aziende, investitori e rappresentanti accademici per discutere le opportunità legate al nuovo Piano infrastrutturale decennale del Regno Unito (2025-2035), che prevede investimenti per 725 miliardi di sterline (oltre 846 miliardi di euro) destinati a stimolare crescita economica, ammodernare i servizi pubblici e accelerare la decarbonizzazione.

Mauro Micillo (nella foto), Chief della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: "Vogliamo agire da catalizzatori per sostenere gli investimenti infrastrutturali e promuovere uno sviluppo competitivo e sostenibile. Il dialogo tra pubblico e privato è essenziale per mobilitare capitali e creare sinergie, migliorando la competitività del Regno Unito e dell’Europa".

Dal 2023, la Divisione IMI CIB ha partecipato a operazioni strategiche nel Regno Unito per un valore di circa 11 miliardi di euro, consolidando la propria presenza nei settori energia, telecomunicazioni, infrastrutture e transizione digitale. Tra i progetti di rilievo figurano il trasporto e stoccaggio di CO2 Liverpool Bay T&S, l’acquisizione di National Grid Transmission da parte di Macquarie AM e operazioni con TRIG e SEEIT per le rinnovabili.

La filiale di Londra, attiva dal 1981, è oggi uno degli hub principali per la Regione UK & MEA, gestendo circa 8,5 miliardi di euro di finanziamenti e collaborando con oltre 600 gruppi, inclusi grandi player globali dell’energia e delle infrastrutture, fondi sovrani e financial sponsor.

Il forum ha visto la partecipazione di figure di rilievo come John Edwards (UK Government), Enrico Letta e Alan Morrison (Saïd Business School di Oxford), oltre a rappresentanti di IKIGAI Capital, ENI UK, Masdar, Macquarie AM e SSE Renewables.

Il nuovo piano infrastrutturale britannico si sviluppa su tre pilastri principali: opere infrastrutturali per la mobilità urbana e l’edilizia, transizione energetica con focus su fonti rinnovabili ed efficienza, e potenziamento delle strutture sociali, tra cui sanità e istruzione. L’obiettivo è rafforzare la competitività globale, attrarre nuovi talenti e accelerare l’adozione di tecnologie all’avanguardia.

Intesa Sanpaolo conferma così il proprio ruolo di protagonista nel sostenere la cosiddetta twin transition (green e digitale), promuovendo un modello di crescita integrato e sostenibile in linea con il Piano d’Impresa 2022-2025 guidato dal CEO Carlo Messina.

Le solide relazioni commerciali tra Regno Unito, UE e Medio Oriente offrono ulteriori opportunità. L’UE rappresenta il principale partner commerciale del Regno Unito, con esportazioni per 358 miliardi di sterline nel 2024, mentre il commercio con il Golfo supera i 59 miliardi di sterline annui. Inoltre, i fondi sovrani del Medio Oriente figurano tra i maggiori investitori nel mercato britannico.
 
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