Economia
Piazza Affari chiude piatta mentre l’Eurozona mostra segnali di fiducia, petrolio in rally, Dax giù per il crollo di SAP
di Luca Andrea

Seduta senza scosse per Piazza Affari, che archivia la giornata con un lieve calo dello 0,14% e il FTSE MIB fermo a 45.076 punti, in un contesto europeo segnato dal tonfo di Francoforte (-2,07%) zavorrata dal crollo di SAP, precipitata del 16,2%. La borsa milanese si muove così in un clima misto, influenzato da un quadro macroeconomico internazionale che offre elementi contrastanti ma non privo di segnali positivi.
In Eurozona, a gennaio, l’indice ESI della Commissione UE sorprende al rialzo salendo a 99,4, il livello più alto degli ultimi tre anni. Un progresso diffuso in quasi tutti i comparti, con i servizi che passano da 5,8 a 7,2 punti, mentre l’edilizia rimane stabile. Un termometro che, pur senza indicare un’accelerazione, restituisce un clima di fiducia più solido. Nello stesso perimetro, a dicembre, l’aggregato monetario M3 cresce del 2,8% su base annua, mentre i prestiti a famiglie e imprese segnano un +3% uniforme, a conferma di una dinamica creditizia ben orientata.
Sul fronte statunitense, il dato sul commercio estero riporta invece tensione: a novembre il deficit ritorna a livelli marcati, -56,8 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto al mese precedente, per effetto degli acquisti in forte risalita (+5% m/m) e dell’export in arretramento (-3,6%).
Sui mercati valutari l’euro scende di un soffio (-0,1%) restando sotto quota 1,195 dollari, mentre l’oro si muove senza slanci, scivolando a 5.300 dollari dopo aver superato i 5.600 nei giorni scorsi. In decisa rimonta il petrolio, il Light Sweet Crude Oil avanza del 3,22% e tocca i 65,25 dollari al barile, sostenendo i titoli energetici. Lo spread BTP-Bund torna a 60 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,44%.
La seduta di Piazza Affari riflette questo mosaico complesso. Il FTSE Italia All-Share scende dello 0,17%, mentre Mid Cap e Star chiudono in rosso rispettivamente a -0,47% e -0,87%.
In cima ai rialzi del MIB brilla Saipem (+2,38%), seguita da ENI (+1,85%), Mediobanca (+1,72%) e Inwit (+1,49%). Bene anche Tenaris (+0,97%), sostenuta dal rimbalzo del greggio. Sul fronte opposto, pesante STMicroelectronics (-5,75%) nonostante ricavi in crescita nel quarto trimestre 2025, penalizzata dal calo della marginalità. Debole Telecom Italia TIM (-3,97%), sotto pressione Leonardo (-2,63%) e negativa Buzzi (-1,75%).
Nel MidCap si distinguono Pirelli (+3,46%), Brembo (+3,28%), spinta dai dati preliminari 2025 migliori delle attese, Anima Holding (+2,17%) e D’Amico (+1,83%). Tra i peggiori figurano Moltiply Group (-2,79%), Avio (-2,70%), Zignago Vetro (-2,61%) e WIIT (-2,50%). Nel frattempo, il bitcoin scivola sotto gli 84.500 dollari.
A Piazza Affari l’impressione è quella di un equilibrio delicato, sostenuto da settori specifici ma ancora vulnerabile ai movimenti delle grandi piazze internazionali.