Ad Amsterdam, le bici elettriche a ruote larghe, note come “fat bike”, saranno vietate in alcune aree dei Paesi Bassi, a seguito del crescente numero di incidenti stradali, in particolare tra i giovani ciclisti. La misura interessa in primo luogo i parchi cittadini, come il Vondelpark, dove le biciclette affollano i viali alberati soprattutto nelle ore di punta.
Amsterdam, divieto per le bici elettriche a ruote larghe nei parchi dopo l’aumento degli incidenti
Esperti di sicurezza stradale, medici e autorità locali evidenziano infatti come, nonostante l’assistenza elettrica sia limitata a circa 24 km/h, molti ciclisti modificano le impostazioni per raggiungere velocità fino a 40 km/h, mettendo a rischio pedoni e altri utenti della strada. Secondo VeiligheidNL, ogni anno circa 5.000 ciclisti di fat bike finiscono al pronto soccorso, con la fascia d’età più colpita tra i 12 e i 15 anni, come ha spiegato il portavoce Tom de Beus. Melanie van der Horst, responsabile dei trasporti di Amsterdam, ha sottolineato la necessità di “misure non ortodosse” e ha annunciato il divieto nei parchi cittadini, iniziando dal Vondelpark. Anche la città di Enschede sta predisponendo un provvedimento simile per il centro città, su richiesta dei cittadini.
Il dibattito sulle fat bike riflette un fenomeno più ampio: nel 2024, il 48% delle biciclette vendute nei Paesi Bassi era elettrico, mentre il 13% era costituito da fat bike, secondo RAI Vereniging e BOVAG. Ad Amsterdam, un terzo degli spostamenti urbani avviene in bicicletta. L’organizzazione di assistenza stradale ANWB ha precisato che il problema non riguarda il modello in sé, ma la facilità di accelerazione e i comportamenti rischiosi dei ciclisti. Florrie de Pater, presidente dell’associazione ciclistica Fietsersbond Amsterdam, ha osservato che l’aumento delle biciclette modificate e la mancanza di controlli scoraggiano anziani e bambini dall’uso della bicicletta, mentre Marcel Aries, specialista in lesioni cerebrali presso l’Università di Maastricht, ha evidenziato come il divieto e l’obbligo del casco per i bambini sulle e-bike a partire dal 2027 siano “risposte di salute pubblica alle strade congestionate e al divario di velocità tra auto, ciclisti e pedoni”.
Marlies Schijven, professoressa di chirurgia all’Amsterdam University Medical Center, ha sottolineato che la misura è solo un primo passo: “Il problema è molto più grande. Vediamo ancora dolore, miseria e morte ogni giorno alle nostre riunioni mattutine in ospedale”. Wolthers ha aggiunto: “Il problema sono i bambini che passano col rosso, non segnalano e non sanno valutare il traffico. Gli ospedali li chiamano ‘potenziali donatori’”. Il divieto delle fat bike rappresenta dunque una prima risposta alle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza stradale nei centri urbani olandesi, ma la discussione sulla regolamentazione delle biciclette elettriche ad alte prestazioni è destinata ad allargarsi a livello nazionale e internazionale.