Salute

Alzheimer, sfida da 7 milioni di pazienti: l'industria scende in campo con l'IHI

Redazione
 
Alzheimer, sfida da 7 milioni di pazienti: l'industria scende in campo con l'IHI

L'industria med-tech europea serra i ranghi contro l'emergenza demografica e sanitaria dell'Alzheimer inaugurando ufficialmente in questo mese di gennaio 2026 il progetto ACCESS-AD, una maxi-iniziativa quinquennale cofinanziata dall’Innovative Health Initiative (IHI) che vede Siemens Healthineers assumere la leadership industriale di un consorzio strategico composto da oltre 30 partner, tra cui spiccano l'Amsterdam University Medical Center per la guida clinica e co-leader del calibro di King’s College London e Gates Ventures.

Alzheimer, sfida da 7 milioni di pazienti: l'industria scende in campo con l'IHI

La mossa risponde a un'urgenza di sistema non più rinviabile: con oltre 7 milioni di pazienti nell'Ue, numero destinato a raddoppiare entro il 2050, e l'arrivo sul mercato delle nuove terapie modificanti la malattia (DMT) già dal 2025, i sistemi sanitari nazionali rischiano il collasso strutturale a causa di colli di bottiglia diagnostici che potrebbero generare anni di attesa per l'accesso alle cure, uno scenario che ACCESS-AD intende scongiurare ridisegnando l'intero patient journey attraverso l'integrazione di tecnologie avanzate e la standardizzazione delle procedure.

Il ruolo di Siemens Healthineers sarà cruciale nel validare soluzioni end-to-end, dai test ematici per la diagnosi precoce fino all'imaging MRI e PET per il monitoraggio, puntando su innovazioni radicali come la raccolta domiciliare di campioni capillari per l'analisi dei biomarcatori, come sottolineato da Gaby Marquardt, Head of Clinical and Technology Innovation, che permetterà di decentralizzare la diagnostica riducendo la pressione sugli ospedali, e sull'impiego di risonanze magnetiche "helium-free" (tecnologia DryCool) potenziate dall'intelligenza artificiale per abbattere tempi e costi delle scansioni, rendendo il neuroimaging accessibile anche fuori dai grandi hub specialistici.

L'iniziativa, che raccoglierà dati "real-world" da oltre 500 pazienti e condurrà studi pilota su terapie combinate farmacologiche e stili di vita, mira a creare un ecosistema interconnesso dove l'AI predittiva possa identificare i soggetti a rischio complicazioni, rispondendo così all'appello di Amira Romani, Head of Innovation and Technology Strategy, per superare l'attuale frammentazione dei percorsi di cura attraverso una collaborazione pubblico-privata senza precedenti che unisce advocacy dei pazienti, accademia e industria.

Andreas Schneck, a capo della divisione Magnetic Resonance, conferma che l'obiettivo finale è abbattere le barriere finanziarie e operative all'accesso tecnologico, trasformando la gestione dell'Alzheimer da emergenza ingestibile a processo clinico di precisione, scalabile ed equo su tutto il territorio continentale.

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