Sei chilometri sono tanti, anche per persone abituate a camminare.
Ma pensate se a coprire questa distanza è un bambino di undici anni; pensate se deve farlo nella neve, che inzuppa gli abiti; pensate al freddo e anche al buio; pensate alla tradizionale pesantezza dello zaino, pieno di libri.
Fatto scendere dal bus perché senza biglietto: bambino percorre 6 chilometri nella neve
Ma pensate soprattutto che non lo fa per capriccio o per una marachella, ma perché l'autista del bus che lo stava riportando a casa lo ha trovato senza il biglietto da dieci euro introdotto in Cadore per le Olimpiadi e la rabbia ribolle, facendoci capire come l'ottusità talvolta - troppe volte - faccia presa in chi veste una divisa o ha in testa un pennacchio.
Di questo questo bambino, di appena undici anni, non riusciamo nemmeno a pensare a come si sia sentito una volta fatto scendere dal bus e davanti chilometri e chilometri di strada e neve.
Arrivato a casa, infreddolito e certo in ritardo rispetto a quando era atteso, ha raccontato tutto ai genitori, che hanno presentato una denuncia per abbandono di minore e mettendo a conoscenza di quello che il figlio aveva subito a Dolomiti Bus, che gestisce i collegamenti nella zona, chiedendo che si faccia luce sull'accaduto, e quindi di conseguenza che qualcuno paghi.
Per rendere più chiara la vicenda basta pensare che, con una vettura, la distanza che c'è tra la scuola e la casa del ragazzino (tra San Vito e Vodo) si copre in una decina di minuti. Ma sono sei chilometri, e c'era la neve, c'era il buio, c'era freddo e tutto è forse più chiaro.
I genitori del bambino hanno detto che il figlio aveva un biglietto, ma non quello appena introdotto - è scattato il 23 gennaio, fino al 17 marzo - ed era privo di soldi per comprarlo. L'autista, con una inflessibilità che speriamo non applichi anche nei confronti dei figli, se ce ne ha, non ha accettato scuse e lo ha fatto scendere.