Ambiente & Sostenibilità

La Banca d’Italia presenta il Piano di transizione climatica

Redazione
 
La Banca d’Italia presenta il Piano di transizione climatica

La Banca d’Italia entra nella fase più avanzata del proprio percorso di sostenibilità presentando il nuovo Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, un documento che traduce in impegni concreti le linee tracciate dall’Unione europea, dagli accordi internazionali e dalla crescente urgenza climatica globale. Nell’introduzione, il Governatore Fabio Panetta evidenzia come i prossimi anni rappresentino un crocevia decisivo, in un contesto internazionale in cui l’attenzione di alcuni Paesi tende a indebolirsi mentre l’Europa rivede le proprie normative per rendere la transizione più graduale e sostenibile sotto il profilo sociale ed economico.

La Banca d’Italia presenta il Piano di transizione climatica

E per ridurre in modo sensibile le emissioni nel prossimo decennio, fino a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Un traguardo non eludibile, afferma Panetta, perché “è un impegno che dobbiamo alle generazioni a venire” e che richiede la collaborazione di imprese, cittadini e istituzioni.

Il Piano assume come riferimento l’Accordo di Parigi e la legge europea sul clima, che vincolano giuridicamente gli Stati membri a un percorso di decarbonizzazione progressiva e all’aumento della resilienza dei sistemi economici. La Banca d’Italia, inserita nel mandato del Sistema europeo di banche centrali, contribuisce a tali obiettivi sia attraverso le proprie attività istituzionali sia mediante la riduzione dell’impronta ambientale delle proprie operazioni.

Il percorso delineato prevede la diminuzione del 90% delle emissioni rispetto ai livelli del 2019, con la rimozione permanente della quota residua tramite tecnologie disponibili al 2050. L’orizzonte è scandito anche da un obiettivo intermedio, fissato al 2035. Il perimetro della misurazione include edifici, data center, produzione e circolazione delle banconote, logistica e catena del valore.

Al centro della strategia vi è il passaggio dal gas all’elettricità come principale fonte di alimentazione degli impianti di riscaldamento degli immobili della Banca, un cambiamento destinato a ridurre emissioni e dipendenza da fonti energetiche importate. Parallelamente, saranno potenziati l’uso di energia rinnovabile e l’autoproduzione tramite impianti fotovoltaici, insieme a nuovi accordi a lungo termine per l’acquisto di energia verde (PPA).

Il Piano prevede inoltre la razionalizzazione degli spazi, l’efficientamento energetico delle infrastrutture, la riduzione dell’impatto ambientale del ciclo di vita delle banconote, l’ottimizzazione dei consumi di beni e servizi e la promozione di pratiche sostenibili lungo tutta la catena di fornitura. Particolare attenzione è dedicata agli spostamenti casa-lavoro, già ridotti grazie a scelte organizzative interne.

Accanto alla mitigazione, il documento introduce misure di adattamento per rafforzare la continuità operativa dei processi critici e la resilienza degli edifici, considerando che gli effetti del cambiamento climatico continueranno a manifestarsi anche in caso di successo della decarbonizzazione globale. L’incremento della sicurezza energetica, la sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative e la condivisione delle esperienze con altre istituzioni rappresentano ulteriori benefici attesi.

Il governo del Piano è suddiviso in responsabilità ben definite. Il Direttorio definisce l’indirizzo strategico e l’allocazione delle risorse, il Comitato di coordinamento per la gestione aziendale e il Comitato Cambiamenti climatici e sostenibilità garantiscono integrazione e coerenza e le strutture tecniche sono responsabili dell’attuazione e del monitoraggio. La Banca d’Italia aggiornerà il Piano ogni tre anni e rendiconterà annualmente i risultati nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità.

Il successo dell’intero percorso richiede un coinvolgimento attivo del personale, che sarà formato e sensibilizzato sulle trasformazioni in atto. Inoltre, la realizzazione delle iniziative rimane legata a fattori esterni, quali l’evoluzione del clima, le normative europee e nazionali, i prezzi dell’energia, lo sviluppo tecnologico e la qualità dei dati provenienti dai fornitori.

Il Piano di transizione rappresenta una strategia integrata, costruita per garantire sostenibilità ambientale e capacità di orientarsi in uno scenario in trasformazione. Un impegno istituzionale che contribuisce alla traiettoria collettiva verso un futuro a basse emissioni e più sicuro.

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