Economia

L’economia italiana chiude il 2025 in crescita, segnale di resilienza tra industria, consumi e domanda interna

Redazione
 
L’economia italiana chiude il 2025 in crescita, segnale di resilienza tra industria, consumi e domanda interna
La stima preliminare diffusa oggi dall’Istat conferma che l’economia italiana ha continuato a crescere anche nell’ultimo scorcio del 2025, nonostante uno scenario internazionale ancora segnato da incertezza e rallentamenti diffusi in Europa. Nel quarto trimestre il Pil è aumentato dello 0,3% su base congiunturale e dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, consolidando una dinamica positiva che ha caratterizzato quasi tutto l’anno. L’intero 2025 si chiude così con un incremento dello 0,7%, al netto degli effetti di calendario.

L’economia italiana chiude il 2025 in crescita

A sostenere l’espansione, secondo l’Istat, sono stati tutti i principali comparti produttivi, con un contributo più marcato da agricoltura e industria, mentre dal lato della domanda si è registrato un apporto favorevole della componente nazionale. Meno brillante invece la performance dell’interscambio, con l’export netto che ha sottratto crescita al risultato complessivo.

Il trimestre ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al precedente, ma ciò non ha impedito il consolidarsi del ritmo espansivo del valore aggiunto, come visualizzato anche nella serie storica riportata nel prospetto dell’Istat. La traiettoria del Pil italiano, pur lontana dalle accelerazioni post-pandemiche, mostra un andamento costante, negli ultimi quattro trimestri la crescita congiunturale è rimasta sempre in territorio positivo, oscillando tra lo 0,1% e lo 0,3%.

Lo scenario resta caratterizzato da una forte eterogeneità settoriale, ma alcuni segnali risultano incoraggianti. L’industria continua a offrire un contributo significativo, mentre i consumi delle famiglie hanno beneficiato di un graduale recupero, sostenuto da un contesto di inflazione più contenuta rispetto al biennio precedente. Il dato sulla variazione acquisita del Pil per il 2026, pari a +0,3%, suggerisce un avvio d’anno moderatamente favorevole, anche se strettamente legato alla capacità dei settori produttivi di confermare i progressi registrati.

Il comunicato Istat ricorda inoltre che si tratta di una stima preliminare, ottenuta tramite procedure statistiche che integrano indicatori disponibili solo parzialmente. I valori potranno quindi essere rivisti con la diffusione dei conti trimestrali completi, prevista per il 4 marzo, e dei conti annuali del 2025, attesi per il 2 marzo.

In un contesto europeo ancora esposto a tensioni commerciali e a una domanda internazionale meno dinamica, la resilienza italiana assume un rilievo particolare. La crescita distribuita su più comparti e sostenuta dalla domanda interna rappresenta un elemento di stabilità per il tessuto economico nazionale, in attesa che il 2026 confermi, o eventualmente migliori, la tendenza attuale.
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