Economia
Export in ripresa e deficit energetico in calo, dicembre rilancia il commercio extra UE
Redazione

Il 2025 si chiude con un segnale di forza per il commercio estero italiano verso i paesi extra UE. A dicembre l’export torna a crescere in modo netto, segnando un +4,6% su base annua dopo la flessione di novembre. Il dato, trainato da beni intermedi (+18,2%) e strumentali (+8,2%), conferma la capacità delle imprese di reagire anche in un contesto globale incerto. Allo stesso tempo l’import rallenta dell’1,2% grazie al marcato calo degli acquisti di energia (-32%), un trend che contribuisce a ridurre il deficit energetico e a rafforzare il saldo commerciale complessivo.
Export in ripresa e deficit energetico in calo, dicembre rilancia il commercio extra UE
Una dinamica, dunque, vivace. Rispetto a novembre, crescono sia le esportazioni (+1,5%) sia le importazioni (+4,3%), con un’accelerazione particolarmente evidente per i beni intermedi (+9,8%). Il saldo commerciale raggiunge +8,4 miliardi, in miglioramento rispetto ai +6,9 miliardi dello stesso mese del 2024. Si osserva la progressiva risalita dell’export nelle medie mobili, a fronte di un import più volatile ma in riposizionamento.
La ripartenza dell’export è sostenuta da alcuni mercati chiave. Si sono evidenziati aumenti eccezionali verso l’area ASEAN (+47,8%) e Svizzera (+41,6%), mentre crescono anche le vendite verso Cina (+7,8%) e paesi OPEC (+4,8%). Restano in calo i flussi verso Turchia (-17,7%), Regno Unito (-10,5%) e Giappone (-7,3%). L’import, invece, riflette una geografia completamente diversa: fortissimo incremento dagli Stati Uniti (+61,1%) e dal MERCOSUR (+45,4%), a fronte della caduta degli acquisti dai paesi OPEC (-36,5%) e dalla Svizzera (-20,1%). La lettura dei flussi conferma una struttura degli approvvigionamenti profondamente influenzata dalla dinamica energetica.
Sul piano dei raggruppamenti industriali, viene evidenziato come l’export dei beni di consumo non durevoli resti un pilastro di crescita (+26,7% nell’intero 2025), insieme ai beni intermedi (+23,7%). Prosegue invece la correzione dei beni strumentali all’import (-10,3%), un segnale di raffreddamento degli investimenti produttivi, mentre il comparto energia è ancora in contrazione marcata.
Nel complesso del 2025, l’export verso i paesi extra UE sale del 2,3%, mentre l’import avanza del 3,4%. Il saldo commerciale annuo resta ampiamente positivo, a +56,1 miliardi, grazie soprattutto ai prodotti non energetici che mantengono un avanzo di oltre 11,8 miliardi solo a dicembre. Un risultato che, in un anno caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei prezzi energetici, conferma la solidità dell’industria italiana sui mercati extra UE.