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Federica Pellegrini, regina in acqua, un po' meno nella comunicazione

Barbara Leone
 
Federica Pellegrini, regina in acqua, un po' meno nella comunicazione

Si può essere o essere stati campioni nello sport, ma l'arroganza e l'insostenibile necessità di sconfiggere gli avversari non possono essere portati nella vita di ogni giorno, perché sono due cose diverse, due distinte dimensioni. Se nello sport l'avversario diventa nemico, nella vita del ''dopo'' bisogna tornare alla normalità evitando di spandere sentimenti di odio. Sono pillole di basica saggezza, ma delle quali forse bisognerebbe tenere conto quando, sia pure partendo da vicende personali che creano difficoltà, si superano i limiti, cadendo nella volgarità, se non peggio.

Federica Pellegrini, regina in acqua, un po' meno nella comunicazione

Stiamo parlando di Federica Pellegrini, la Dea, la ragazzina che diventata donna ha fatto innamorare di sé gli italiani, per la leggerezza con cui affrontava l'acqua, toccando sempre per prima. Ma, una volta conclusa l'attività da sportiva praticante e professionista, Federica ha giustamente portato la fama duramente conquistata nel mondo della comunicazione, diventando testimonial di questo o quel prodotto, e meritandosi un posto nel mondo dello spettacolo o della comunicazione, più in generale.

Però quando torna a casa, diventa una moglie ed una madre (anzi a breve lo sarà per la seconda volta), con tutti i piccoli problemi di questa condizione. Come, ad esempio, il fatto di dovere combattere, come il resto del mondo al femminile, anche con i malanni della figlia, che di recente è stata anche ricoverata in ospedale per un malessere che speriamo sia ormai superato. Però, a fare tornare l'attenzione su Federica Pellegrini personaggio pubblico, ma anche madre, è stata una ''story'', che poi sarebbe un messaggio social, pubblicato dal marito, Matteo Giunta che recita, testualmente, così: ''Mi rivolgo a quei genitori che mandano i propri figli febbricitanti all'asilo. Siete degli irresponsabili pezzi di merda''.

Un concetto forte, ''leggermente'' volgare, ma anche da decodificare, perché, buttato lì, in questo modo, non è che si capisse nulla. A chiarire l'arcano è arrivata, a distanza di poco tempo, un post della Pellegrini stessa, con cui ha comunicato di avere dovuto cancellare gli impegni lavorativi per la settimana. ''Settimana difficile, molto. Mi scuso con tutte le persone che stavano lavorando da tempo a impegni che questa settimana ho dovuto cancellare. E sottoscrivo le parole nella story di mio marito''.

Cosa pensare, quindi? Ai più è bastato fare 2 + 2 per capire che la figlioletta, Matilde, di due anni, è tornata dall'asilo con l'influenza e che per effetto di questa situazione l'ex nuotatrice ha dovuto cancellare gli impegni di lavoro per stare con lei. Allora è forse lecito rilevare che i malanni della figlia si intuiscono, non perché i genitori si lamentano in generale della malattia, ma perché questa condizione ha costretto la madre a disertare impegni di lavoro, quindi con qualche possibile danno economico. A conforto di questa tesi, basta leggere il messaggio del marito che non dedica una riga ai bambini che hanno la febbre, indirizzando la sua rabbia sui genitori che non li tengono a casa. Nemmeno una parola per dire: guardate che se mandate i bambini con la febbre potrebbero stare peggio.

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