La tanto temuta presenza di agenti dell'Ice in Italia, in occasione dei Giochi invernali di Milano-Cortina, sta mettendo il Paese all'attenzione internazionale, con alcuni media che, raccontando delle reazioni della nostra politica alla notizia, sembrano mostrare una cerca incredulità sulla vicenda.
L'Ice in Italia non è un problema reale, ma etico
Che ha certamente una forte componente emozionale, perché se si sente parlare di Ice, si pensa a come, negli Stati Uniti, questa agenzia nata oltre vent'anni fa per il controllo dell'immigrazione illegale abbia preso una deriva violenta, anzi criminale, come nel caso delle morti di due persone a Minneapolis, uccise da disarmate a colpi di pistola.
Criminale nel senso che la forza è stata esercitata sino all'estremo, senza una giustificazione valida, dal punto di vista oggettivo, oltre che morale.
Ma l'Ice opera, nelle modalità che centinaia di video hanno rappresentato plasticamente, solo sul territorio statunitense, né altrimenti potrebbe fare perché è assolutamente impensabile che possa, come accade a Minneapolis, scendere in strada in terra straniera per fare retate di clandestini, con irruzioni nelle case, nei negozi, nelle fabbriche, persino nei luoghi di culto.
Eppure questo - la mano libera di operare in Italia - è stato fatto credere e, davanti ad una simile aberrazione giuridica (qualcuno pensa che, a parti invertite, gli Stati Uniti permetterebbero alla nostra polizia di agire nelle città americane?), c'è stato chi è insorto, dicendosi pronto a scendere in strada a protestare.
Il punto massimo di involontaria comicità è stato raggiunto dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, che, rispondendo alle domande di un giornalista della Rai, ho dovuto negare quel che è evidente: mai l'Ice opererà in Italia come fa negli Stati Uniti.
Ma questa storia qualche interrogativo lo pone perché, anche se l'Ice ha suoi specialisti di intelligence che operano in molti Paesi stranieri, la sua presenza in Italia, soprattutto in occasione di un evento di respiro globale, crea imbarazzo, visto le immagini che arrivano da oltre Oceano.
Ci chiediamo, quindi, se è sempre lecito, per cortesia istituzionale, subire una cosa del genere e, quindi, per converso, se si può accettare il rozzo canone di comportamento dell'attuale vertice degli Stati Uniti che, ignorando la rabbia che in molti Paesi si nutre per i metodi dell'Ice, ne chiede la presenza in occasione dei Giochi.
Rispetto e attenzione avrebbero imposto all'Amministrazione americana di soprassedere a questa prassi almeno ora, in cui l'Ice è vista come una milizia privata alla quale vengono concesse impunità e immunità, ponendola quindi al di sopra della legge, ma anche dell'etica. Sempre che il valore etico dei comportamenti importi qualcosa a Trump.