Economia
Industria e costruzioni, dicembre in frenata, prezzi giù per l’energia
Redazione

L’ultima rilevazione Istat sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni consegna un finale d’anno segnato da una nuova fase discendente, trainata soprattutto dalla debolezza dell’energia e dei prodotti petroliferi. A dicembre 2025 i prezzi industriali scendono dello 0,7% su base mensile e dell’1,4% su base annua, evidenziando un arretramento più marcato rispetto a novembre. Il mercato interno registra la dinamica più evidente: -0,9% sul mese, -2% sull’anno, penalizzato dai forti ribassi dei comparti energetici, mentre al netto dell’energia i prezzi risultano praticamente fermi nel confronto mensile e in lieve crescita tendenziale (+0,9%).
Industria e costruzioni, dicembre in frenata, prezzi giù per l’energia
Il mercato estero mostra un andamento più stabile: -0,3% su base congiunturale e +0,3% tendenziale, con performance leggermente migliori nell’area euro rispetto ai Paesi non appartenenti alla moneta unica. Nel complesso del quarto trimestre, l’industria chiude comunque in lieve aumento (+0,2%), un segnale di tenuta in un contesto di forte volatilità internazionale.
La scomposizione settoriale conferma una situazione eterogenea. I cali più rilevanti riguardano il settore dei prodotti petroliferi raffinati, con flessioni annuali fino al -13,3% sui mercati esteri non euro, e la chimica, in particolare nella componente extra-Ue (-4,4%). Positive invece le dinamiche dei farmaceutici (+3,4% sul mercato interno), della metallurgia (+2,9%) e delle altre industrie manifatturiere, con crescite che arrivano al +9,1% verso i Paesi non euro. Nell’anno i prezzi industriali crescono dell’1,8%, una variazione che interrompe il calo del 2024 e riflette soprattutto le pressioni interne (+2,7%), sostenute dall’energia (+5,9%).
Per quanto riguarda le costruzioni, dicembre presenta un andamento più bilanciato, registrando un +0,2% mensile per edifici residenziali e non residenziali e un incremento tendenziale dell’1,5%, mentre strade e ferrovie segnano un calo congiunturale dello 0,5%, pur mantenendo una leggera crescita annuale (+0,2%). L’anno si chiude con una dinamica complessiva moderata, sostenuta soprattutto dai costi della manodopera e dalle spese generali, che rimangono elementi strutturali nella formazione dei prezzi degli edifici.
Nel 2025, dunque, la componente energetica continua a esercitare un ruolo decisivo, determinando oscillazioni rilevanti nei prezzi industriali e influenzando indirettamente anche il settore delle costruzioni. Allo stesso tempo, la crescita diffusa in diversi comparti manifatturieri suggerisce che, al netto dell’energia, il sistema produttivo italiano mantenga un profilo di stabilità, pur in un contesto globale caratterizzato da incertezze e pressioni sui costi.