Economia

Industria in avvio d’anno più fiduciosa, per le grandi imprese si rafforza la previsione di stabilità produttiva

Redazione
 
Industria in avvio d’anno più fiduciosa, per le grandi imprese si rafforza la previsione di stabilità produttiva
Il 2026 industriale parte con un clima più costruttivo. L’Indagine Rapida del Centro Studi Confindustria, condotta tra il 19 e il 23 gennaio su un campione rappresentativo del 7,8% del fatturato complessivo del settore, registra un miglioramento sensibile delle attese sulla produzione, segnalando una fase di maggiore fiducia rispetto alle rilevazioni di fine 2025.

Industria in avvio d’anno più fiduciosa, per le grandi imprese si rafforza la previsione di stabilità produttiva

Più della metà delle imprese interpellate (54,5%) prevede volumi produttivi stabili nel mese di gennaio, mentre cresce in modo significativo la quota di chi attende un incremento (35%). Si riduce invece la percentuale delle aziende che paventano una contrazione, limitata al 10,5%, un dato che mostra un raffreddamento delle preoccupazioni emerse nel trimestre precedente. Nel quarto trimestre 2025, infatti, il 24,2% delle imprese si aspettava una flessione, ma la nuova rilevazione indica un netto miglioramento del clima congiunturale, trainato dalla riduzione delle previsioni di arretramento dell’attività.

Il sostegno principale alla produzione arriva ancora dal fronte commerciale. Il saldo relativo alla domanda e agli ordini si rafforza, passando dal 2% di dicembre al 3,8% di gennaio. Si tratta di un indicatore che torna a confermarsi come la leva più stabile nella percezione delle imprese, nonostante il contesto competitivo complesso e la fisiologica prudenza che caratterizza questo inizio d’anno.

Resta invece in area negativa il giudizio sulla disponibilità di manodopera, con un saldo pari a -1,2%, in lieve miglioramento rispetto al -1,4% del mese precedente. Le imprese continuano quindi a segnalare difficoltà nel reperire profili adeguati, soprattutto nei segmenti ad alta specializzazione, fenomeno che limita l’elasticità della produzione.

Sul fronte dei costi, il saldo conferma il peggioramento registrato a dicembre: -4,6%, contro il precedente -5%. Sebbene la dinamica mostri una lieve attenuazione dell’intensità negativa, il tema dei costi rimane uno dei fattori più sensibili e maggiormente monitorati dalle aziende.

I giudizi sulle condizioni finanziarie arretrano da +2,1% a +0,1%, mantenendosi comunque in territorio positivo. Contemporaneamente, la disponibilità dei materiali migliora, con il saldo che sale a +1,5% dal precedente +0,9%, segnale di una filiera più ordinata rispetto ai mesi segnati dalle tensioni logistiche globali.

Peggiora invece la valutazione sulla disponibilità degli impianti, che passa da +1,4% a +0,4%, riflettendo un utilizzo elevato delle capacità esistenti e la necessità di pianificare nuovi investimenti per sostenere ritmi produttvi più intensi.

Un avvio d’anno, dunque, caratterizzato da equilibrio e cauta fiducia. La produzione appare orientata verso una fase di stabilità, sostenuta dalla domanda e da condizioni operative in via di normalizzazione, pur con alcune criticità ancora presenti, in particolare nel reperimento del personale e nella gestione dei costi.
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