Economia
Industria e servizi rallentano a novembre, ma il trimestre resta in crescita
Redazione

Il mese di novembre 2025 segnala una frenata per industria e servizi, con una dinamica congiunturale in lieve arretramento, mentre il trimestre nel suo complesso continua a mostrare un profilo espansivo. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il fatturato dell’industria registra una variazione del -0,1% in valore e del -1,1% in volume, penalizzato dal mercato interno (-0,4% in valore) a fronte di una tenuta delle vendite all’estero (+0,6%). Nel settore dei servizi la flessione mensile è più marcata (-0,6% in valore e -0,5% in volume), con il commercio all’ingrosso in contrazione e gli altri servizi in lieve arretramento.
Il mese di novembre 2025 segnala una frenata per industria e servizi
Il trimestre settembre-novembre si chiude però con un passo diverso, +1,2% il fatturato industriale e +0,4% quello dei servizi in valore, con aumenti anche in volume. Una dinamica che conferma una progressiva stabilizzazione dei livelli di attività dopo gli oscillazioni dei mesi estivi.
Su base tendenziale, l’industria segna valori complessivamente stazionari ma con un leggero aumento dei volumi (+0,5%). Una crescita guidata dal mercato estero (+1,0%), mentre la componente interna resta debole. Diversa la traiettoria dei servizi, che mostrano un incremento del fatturato in valore (+0,2%) ma un calo dei volumi (-0,5%), segnalando un’attività spinta più dai prezzi che dalla domanda reale.
All’interno dell’industria si osservano andamenti molto differenziati. I beni strumentali rappresentano il comparto più in salute, con un incremento congiunturale del +2,6% e un progresso tendenziale del +4,6% che li rende l’unico raggruppamento in crescita significativa. Beni intermedi e beni di consumo arretrano, mentre l’energia registra un crollo marcato dell’11,6% su base annua, confermando la debolezza strutturale del comparto. I dati mostrano un settore che cresce soprattutto dove sono presenti tecnologie avanzate e produzioni ad alto valore aggiunto.
Nei servizi la situazione è più eterogenea: calo per il commercio all’ingrosso (-0,8% in valore), buoni segnali nelle attività di trasporto e logistica (+2,2% su base annua) e ottima tenuta per informazione e comunicazione (+4,5%), mentre le attività immobiliari e professionali restano deboli. Anche in questo caso i dati tendenziali mettono in luce un settore che cresce in valore ma fatica in volume.
Il rallentamento di novembre non elimina dunque i segnali positivi accumulati nel trimestre, ma conferma un’economia che procede in modo disomogeneo, con comparti in forte espansione e altri in evidente raffreddamento. La tenuta dell’export, il dinamismo dei servizi avanzati e la crescita dei beni strumentali rappresentano oggi i pilastri della resilienza industriale, mentre domanda interna e comparto energetico restano le aree di maggiore fragilità.