Si chiude con una brusca frenata il 2025 dell’industria italiana della macchina utensile, robotica e automazione, segnato da un quarto trimestre in sensibile contrazione che ridimensiona l’ottimismo accumulato nella prima parte dell’anno.
Macchine utensili: il 2025 chiude in frenata (-13,6%)
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’indice degli ordini negli ultimi tre mesi del 2025 ha registrato un calo del 13,6% rispetto all’analogo periodo del 2024, con un valore assoluto sceso a quota 68.
A pesare sul bilancio è soprattutto la performance sui mercati internazionali, dove la raccolta ordini è crollata del 17,1%, riflettendo un contesto globale deteriorato da instabilità geopolitica e protezionismo, mentre la tenuta del mercato interno (-2,9%) non è bastata a compensare il gap.
Nonostante il rallentamento finale, il consuntivo annuo riesce a rimanere in territorio positivo (+3,1%) grazie al traino dei trimestri precedenti e alla forte spinta della domanda domestica cumulata (+38,9% sull’anno), che contrasta nettamente con il calo complessivo dell’estero (-9,4%).
Una dinamica che il presidente di UCIMU, Riccardo Rosa (in foto), definisce senza mezzi termini «deludente» e in linea con la stasi dell’ultimo biennio, puntando l’indice contro l’inefficacia del Piano 5.0: i continui "start and stop" burocratici hanno impedito al provvedimento di dispiegare il suo potenziale, lasciando ora le imprese in attesa urgente dei decreti attuativi per il nuovo schema di incentivi valido fino al 2028, essenziale per una pianificazione industriale di lungo respiro.
Lo scenario oltreconfine appare ancor più complesso: la crisi dell’automotive, la recessione tedesca, l’inaccessibilità di mercati storici come Russia e Cina e l’incognita dei dazi legata alla strategia commerciale di Trump stanno ridisegnando la mappa dell’export italiano.
In questo quadro a tinte fosche, UCIMU accoglie con favore la firma dell’accordo di libero scambio UE-India, quarto mercato di sbocco con 135 milioni di euro di export e ora libero dal vincolo della licenza BIS, ma condanna duramente il rinvio dell’accordo UE-Mercosur. Una decisione giudicata "insensata" da Rosa, che rischia di vanificare gli sforzi di penetrazione commerciale in aree strategiche come il Brasile e l’Argentina, dove l’associazione ha intensificato le missioni esplorative e i progetti di cooperazione, inclusa l’apertura di un desk in Messico, per sostenere la competitività del manifatturiero europeo in un momento cruciale.