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Indagato, come atto dovuto, l'agente che ha ucciso a Milano uno spacciatore nordafricano

Redazione
 
Indagato, come atto dovuto, l'agente che ha ucciso a Milano uno spacciatore nordafricano

È stato indagato per omicidio volontario l'agente della Polizia di Stato che ieri pomeriggio, a Rogoredo, la principale piazza di spaccio di Milano, un marocchino ventottenne, pregiudicato per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di un atto dovuto, anche per consentire all'agente di nominare un difensore di fiducia, che potrà quindi seguire l'evoluzione delle indagini.

Indagato, come atto dovuto, l'agente che ha ucciso a Milano uno spacciatore nordafricano

La ricostruzione della vicenda è ancora in corso, ma, dalle prime risultanze, emergerebbe che, quando l'agente ha sparato, la vittima, Abderrahim Mansouri, impugnava una pistola non vera, ma che ne aveva tutto l'aspetto.

Il lavoro del pubblico ministero sarà quindi quelli di capire le esatte circostanze che hanno indotto l'agente a sparare e se, quindi, la reazione sia da configurare come un atto di legittima difesa o, al contrario, se egli abbia sparato senza una giustificabile motivazione.

L'episodio ha avuto immediatamente riflessi politici, con il vicepremier Matteo Salvini che ha scritto, in una nota, di essere ''dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma'', affermando che il nordafricano ''aveva estratto una pistola e per questo è stato colpito da un agente''.

Più cauta la presa di posizione del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, secondo il quale ''Le prime notizie ovviamente scontano un margine ancora di approssimazione. Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell'intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno. Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso, Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Da parte mia assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione di quello che sarà stato lo svolgimento dei fatti, ancora una volta in un contesto molto complicato''.

Sull'accaduto ha preso posizione anche il sindaco di Milano, Beppe Sala che ha detto: ''Credo che serva più severità. E lo dico da uomo di sinistra, ma la severità rispetto a chi vende morte è necessaria''.
''L'agente che ha sparato - ha voluto aggiungere Sala - non l'ha fatto a bruciapelo, era a un po' di metri, ha visto l'altro impugnare la pistola e ha sparato. Non sono favorevole allo scudo penale, ma a spiegare quello che è successo, va capito il contesto. Nessuno di noi sia giudice, bisogna capire bene la dinamica e le responsabilità, il poliziotto che ha sparato aveva esperienza eppure queste cose succedono''.

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