Ieri Nettuno è entrato in Ariete. E ci entra davvero, stavolta. Non più la visita educata, l’assaggio enologico dell’estate scorsa – due gradi appena, praticamente uno sguardo di traverso – ma un ingresso stabile, con tanto di valigia e belle - o brutte, dipende dai punti di vista -, intenzioni. Ci resterà fino al 2039, che è un modo carino per dire: mettetevi comodi, io non ho fretta.
Nettuno e Saturno in Ariete, istruzioni per l’uso (non incluse)
Nettuno, del resto, è specialista in promesse nebulose: parla per allusioni, ama l’utopia più del risultato, suggerisce senza spiegare. È la nebbia che ti prende per mano. Che lo faccia in Ariete non è dettaglio trascurabile. Perché l’Ariete non è un segno: è un atto fondativo. Il primo respiro, il colpo di tosse dell’universo quando decide che sì, si comincia. È il guerriero per eccellenza dello zodiaco, quello che avanza prima ancora che la battaglia abbia un nome. Principio vitale, impeto puro, desiderio che non conosce mediazioni. Vive di passioni forti e totalizzanti, di slanci che non chiedono il permesso alla prudenza.
L’Ariete parte. Poi, semmai, si volta. Ma solo dopo averci sbattuto la testa, possibilmente senza casco. Metterci Nettuno dentro è un esperimento di alta alchimia: il sogno infilato in un’armatura, l’ideale con l’elmo abbassato. Una visione che non medita, ma agisce. Non stupisce: l’Ariete ha sempre avuto frequentazioni illustri. Ariete fu Carlo Magno, che ridisegnò l’Europa a colpi di spada e visione. Ariete fu anche Leonardo e pure Casanova. Non esattamente gente incline all’attesa.
Come se non bastasse, a febbraio arriva anche Saturno. Il 13, per la precisione, data che già di per sé non promette nulla di buono. Se non altro perché precede di un soffio San Valentino. Santo temutissimo al pari di questo pianeta (basti pensare al titolo del film Saturno contro), che resterà nel primo segno dello zodiaco fino al 2028, portando con sé tutto ciò che noi dell’Ariete dimentichiamo regolarmente: limiti, prudenza, saggezza e soprattutto il peso delle conseguenze. Nettuno e Saturno insieme: il sogno e il verbale, la visione e le regole.
Una coppia che non si vedeva in questa posizione dagli anni Sessanta dell’Ottocento, quando il mondo si riorganizzava con confini tracciati male e guerre travestite da progresso. Non andò benissimo, ma la storia - va detto – ha una spiccata indole arietina: sfonda, poi riflette. Gli esperti (i fuffastrologi, insomma), parlano di leadership nuove, di scosse collettive, di modelli che si rompono perché Nettuno porta ideali e confusione creativa mentre Saturno sbatte in faccia la cruda realtà. In Ariete i due non dialogano: collidono. Con eleganza marziale. Nuovi inizi, dicono. Ma gli inizi, quando sono arietini, somigliano più a fratture che a inaugurazioni. L’Ariete imprime urgenza, Nettuno suggerisce una visione, Saturno presenta il conto.
Il risultato non è equilibrio: è attrito fecondo. Una deflagrazione. Intanto Plutone in Acquario e Urano in Gemelli fanno da coro, con quell’aria da rivoluzione ben pettinata: tecnologia, nuove socialità, e ancora rottura delle vecchie regole. Insomma, il fuoco aumenta. Nel 2026 anche Giove entrerà in Leone, e l’elemento diventerà protagonista assoluto. C’è chi avrà amori cosmici e aperture mentali, chi si troverà a fare i conti con il vuoto e con domande non richieste. L’Ariete, che ospita Nettuno e Saturno, vivrà visioni e subbuglio insieme, con la consueta tendenza a idealizzare troppo e subito.
Come se fosse una novità. Nettuno parla anche di perdite necessarie, di allontanamenti che non fanno rumore. Saturno annota. Il fuoco arde. Il mondo, ancora una volta, prova a reinventarsi partendo da una crepa che chiama “inizio”. Io nel mio piccolo - per quanto piccolo possa essere un Ariete - resto a guardare il cielo come si guarda un incendio lontano: affascinata, un poco inquieta, pronta a dire che sì, forse è la volta buona per cambiare pelle. O forse no. Della serie: non è vero ma ci credo. Qualcosa, però, da qualche parte ha già cominciato a combattere. Peccato che non abbia ancora deciso contro chi.