Economia

Sanità 2025, dal Cipess via libera a 136,5 miliardi: +2,5 mld sul 2024

Redazione
 
Sanità 2025, dal Cipess via libera a 136,5 miliardi: +2,5 mld sul 2024

La geografia finanziaria della salute pubblica italiana viene ridisegnata a Palazzo Chigi con un tratto di penna da 136,5 miliardi di euro. È questa la cifra monstre che il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), presieduto dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha sbloccato ieri approvando il riparto delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) relative all’esercizio 2025.

Sanità 2025, dal Cipess via libera a 136,5 miliardi: +2,5 mld sul 2024

Una manovra che non si limita alla mera contabilità di cassa, segnando un incremento di oltre 2,5 miliardi rispetto al 2024, ma che introduce una variabile strutturale destinata a modificare gli equilibri regionali: l’applicazione di nuovi coefficienti di allocazione che premiano la complessità territoriale.

Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, affiancato dal sottosegretario con delega al Cipess Alessandro Morelli, ha rivendicato la scelta come la conferma di una «volontà politica di consolidamento» che proietta la spesa sanitaria verso il target dei 143 miliardi nella Legge di Bilancio 2026, definendo l’attuale stanziamento come parte di una programmazione di lungo periodo possibile solo grazie alla stabilità dell’esecutivo.

Il vero game changer tecnico, tuttavia, risiede nelle metriche di distribuzione illustrate da Morelli: recependo l’accordo politico di novembre, il riparto introduce per la quota premiale (pari allo 0,25% del totale, circa 340 milioni di euro) un indice basato su densità abitativa ed estensione territoriale. Una mossa che corregge le distorsioni storiche a svantaggio delle aree a bassa densità e orograficamente complesse, convogliando risorse extra verso Abruzzo, Basilicata, Molise e Calabria.

A ciò si aggiunge la conferma, per il terzo anno, dei criteri di deprivazione socio-economica e tasso di mortalità under-75, che generano un differenziale positivo per il Mezzogiorno quantificabile in 229 milioni di euro per il solo 2025, portando il totale del triennio 23-25 a quota 680 milioni per le regioni del Sud. Nel denso ordine del giorno approvato dal Comitato trovano spazio anche voci micro-finanziarie di rilievo strategico: 25,3 milioni per la sperimentazione della "Farmacia dei servizi", l’innalzamento dei tetti di spesa per le prestazioni accreditate e l’ingresso di patologie neurodegenerative come Parkinson e demenza nei percorsi nazionali di assistenza.

Sul fronte extra-sanitario, il Cipess ha licenziato il Programma Statistico Nazionale (costo stimato 303 milioni) e ha riprogrammato i Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), operando un definanziamento tecnico di 403 milioni sui vecchi piani regionali per reimputarli sulla programmazione 21-27, oltre a sbloccare 15 milioni di compensazioni per i territori sedi di impianti nucleari e nuove tranche per la ricostruzione post-sisma dell'Abruzzo. Un pacchetto complessivo che, al netto delle partite contabili, segnala una precisa direzione di politica economica: centralità del finanziamento pubblico sanitario usata come leva di perequazione territoriale.

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