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Trump insulta i soldati alleati che combatterono in Afghanistan: "I tenevano lontani dalla prima linea"

Redazione
 
Trump insulta i soldati alleati che combatterono in Afghanistan: 'I tenevano lontani dalla prima linea'

Donald Trump non perde l'occasione per indignare i Paesi che, per decenni, sono stati alleati degli Stati Uniti. Come ha fatto dicendo che le truppe della NATO sono rimaste "un po' lontane dalle linee del fronte" durante la guerra in Afghanistan.

Trump insulta i soldati alleati che combatterono in Afghanistan: "I tenevano lontani dalla prima linea"

Una affermazione che nel Regno Unito ha determinato la dura risposta della deputata laburista Emily Thornberry, presidente della commissione per gli Affari esteri, che ha paralto di un "assoluto insulto" ai 457 militari britannici uccisi nel conflitto, mentre il leader del partito liberaldemocratico Sir Ed Davey ha affermato: "Come osa mettere in dubbio il loro sacrificio?"

Il parlamentare conservatore Ben Obese-Jecty, che ha prestato servizio in Afghanistan, ha affermato che è "triste vedere il sacrificio della nostra nazione e quello dei nostri partner della NATO essere trattato con tanta superficialità".

Il Regno Unito è stato uno dei tanti alleati ad affiancare gli Stati Uniti in Afghanistan a partire dal 2001, dopo che quest'ultimo aveva invocato la clausola di sicurezza collettiva della NATO in seguito agli attacchi terroristici dell'11 settembre.
Giovedì il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a Fox News di "non essere sicuro" che l'alleanza militare sarebbe lì per l'America "se mai ne avessimo bisogno".
"Non abbiamo mai avuto bisogno di loro", ha detto, aggiungendo: "Non abbiamo mai chiesto loro nulla".

"Diranno di aver inviato delle truppe in Afghanistan", ha detto, "e così è stato, sono rimasti un po' indietro, un po' lontani dalla prima linea", per poi affermare che gli Stati Uniti "sono stati molto buoni con l'Europa e con molti altri Paesi", ma ''deve essere una strada a doppio senso". Per Emily Thornberry, le affermazioni di Trump sono "molto più di un semplice errore. È un insulto assoluto... Come osa dire che non eravamo in prima linea, come osa? Siamo sempre stati lì ogni volta che gli americani ci hanno voluto", ha affermato, definendo Trump "un uomo che non ha mai visto un'azione" ma che ora è "comandante in capo e non sa nulla di come è stata difesa l'America". In effetti Trump non ha mai indossato una divisa e, ai tempi della leva per la guerra del Vietnam, ebbe quattro rinvii per motivi di studio e un quinto per un problema ad un tallone, sulla cui veridicità non tutti concordano.

Sulla stessa linea di Thornberry (Trump ''si è comportato in modo prepotente e maleducato, cercando deliberatamente di indebolirci e di indebolire la NATO"), anche Stuart Andrew, membro ombra del gabinetto conservatore, che ha parlato di commenti "vergognosi" e "spaventosi".

"Ci sono molte persone in questo Paese che hanno prestato servizio sia in Iraq che in Afghanistan, molte delle quali hanno perso la vita, ma anche molte altre che sono tornate con ferite che hanno cambiato loro la vita e dovremmo ringraziarle", ha detto.
Intervenendo al programma Newsnight della BBC, il ministro degli esteri olandese David van Weel ha respinto le dichiarazioni di Trump definendole "false", affermando che "gli europei hanno versato sangue" a sostegno delle truppe statunitensi in Afghanistan.

Obese-Jecty ha affermato che è "triste vedere il sacrificio della nostra nazione e quello dei nostri partner della NATO tenuti così poco in considerazione dal presidente degli Stati Uniti. Ho visto con i miei occhi i sacrifici compiuti dai soldati britannici. Non credo che il personale militare statunitense condivida il punto di vista del presidente Trump; le sue parole non sono gradite ai nostri più stretti alleati militari."
Calvin Bailey, parlamentare laburista ed ex ufficiale della RAF che ha prestato servizio a fianco delle unità speciali statunitensi in Afghanistan, ha affermato che le affermazioni del presidente "non assomigliano per nulla alla realtà vissuta da coloro che hanno prestato servizio lì".

"Come ho ricordato alle forze armate statunitensi in cui ho prestato servizio il 4 luglio 2008, eravamo lì perché eravamo convinti che le persone libere avessero diritti inalienabili e non dovessero vivere sotto la tirannia", ha dichiarato.
Gli Stati Uniti invasero il Paese nell'ottobre 2001 per cacciare i talebani, che, a loro dire, nascondevano Osama Bin Laden e altri personaggi di al-Qaeda legati agli attacchi dell'11 settembre. Le nazioni della NATO contribuirono con truppe ed equipaggiamento militare alla guerra guidata dagli Stati Uniti.

Nel 2021, quando gli Stati Uniti si ritirarono dal Paese, erano morti più di 3.500 soldati della coalizione: circa due terzi di loro erano americani.
Il Regno Unito ha registrato il secondo numero più alto di vittime militari nel conflitto, dopo gli Stati Uniti, che hanno registrato 2.461 vittime.
Gli Stati Uniti sono l'unico paese ad aver invocato le disposizioni sulla sicurezza collettiva dell'articolo 5 della NATO, che stabilisce che "un attacco armato contro un membro della NATO sarà considerato un attacco contro tutti gli altri membri".

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