In Italia il benessere non è una moda passeggera, ma una tradizione consolidata, radicata nella cultura e nella scienza. Del resto, la varietà geografica del Paese – dalle regioni alpine ai paesaggi vulcanici, dalle isole alle coste – ha da sempre favorito l’attività all’aria aperta, l’utilizzo terapeutico delle acque minerali e termali e uno stile di vita fondato sulla socialità e sull’alimentazione equilibrata.
Wellness economy 2025: Italia al quarto posto in Europa con 141 miliardi di dollari
Eppure, qualcosa sta cambiando. Si moltiplicano i rimedi orientati alla riparazione emotiva: in testa la meditazione e le tecniche di gestione dell'ansia, alimentata anche dalle crisi ambientali e sociali che attraversano il presente. La tradizione della socialità, che per generazioni ha rappresentato un pilastro del benessere italiano, sembra cedere terreno di fronte a un disagio più intimo e individuale.
A tracciare questo quadro del mondo del fitness è stato il Global Wellness Institute, che ha analizzato mercati e tendenze di centoquarantacinque paesi in un nuovo rapporto presentato a New York. Secondo lo studio rilanciato dall’Ansa, la wellness economy mondiale ha raggiunto nel 2025 un valore complessivo di 6,8 trilioni di dollari e si prevede che crescerà del 7,6% entro il 2029. Gli Stati Uniti rimangono il mercato più esteso, con una crescita fino a 2,1 trilioni di dollari, seguiti dalla Cina (950 miliardi di dollari), dalla Germania (281 miliardi), dal Giappone (262 miliardi) e dal Regno Unito (216 miliardi). Al sesto posto si colloca la Francia (211 miliardi), seguita da India (180 miliardi), Canada (159 miliardi), Australia (141 miliardi) e Italia, anch’essa con 141 miliardi di dollari. I Paesi con i tassi di crescita più rapidi sono gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, l’India, il Messico e la Polonia. A livello europeo, il mercato del benessere ha raggiunto circa 1,8 trilioni di dollari. La top ten continentale vede la Germania al primo posto, seguita da Regno Unito e Francia, con l’Italia al quarto posto, pur registrando un calo del 2%, davanti a Russia, Spagna, Turchia, Olanda, Svizzera e Polonia.
"La diversità geografica e climatica del belpaese, con regioni alpine, paesaggi vulcanici, isole e 7.900 km di costa, ha favorito, per secoli, l’attività all’aria aperta, l’uso terapeutico delle acque minerali e termali e uno stile di vita incentrato sulla socialità e su un’alimentazione equilibrata", precisano gli analisti del GWI. "Il patrimonio nutrizionale mediterraneo dell’Italia, il suo stile di vita basato sulla comunità e la sua aspettativa di vita costantemente elevata offrono una base fertile per lo sviluppo di programmi di wellness".
Accanto a queste abitudini tradizionali, emergono nuove forme di consumo legate alla cosiddetta "riparazione emotiva". Le spese per il benessere mentale sono aumentate dell’11%, con un boom dei metodi per la meditazione e il mindfulness (+18,3%), dei rimedi per migliorare il sonno (+12,2%) e delle tecniche fai-da-te per ridurre l’ansia (+10,5%). Cresce anche l’acquisto di integratori per migliorare memoria e concentrazione (+6%) e dei sistemi wellness collegati al mercato immobiliare (+11,1%). Palestre, spa e club tradizionali mostrano invece un calo. "A livello mondiale assistiamo a una reazione collettiva contro i sistemi fitness stressanti e high-tech", spiegano gli analisti. "Le esperienze di benessere abbracceranno ciò che gli esseri umani sono realmente: imperfetti, emotivi, relazionali e sensoriali, programmati per ricercare piacere e gioia. Andremo oltre la performance per raggiungere la riparazione emotiva e la cura".
Tra i nuovi trend emergono metodi di disintossicazione mentale, in particolare la meditazione. "Nella nostra epoca di crisi multiple, dai terrificanti eventi climatici ai cervelli bombardati da cattive notizie, la gestione delle crisi diventa un pilastro del benessere", spiegano i ricercatori. "Si è sempre puntato alla prevenzione; la prossima ondata riguarderà la sopravvivenza stessa, un 'piano di emergenza' in chiave neuro-wellness per prevenire i crolli nervosi".