Economia

Affitti alle stelle mentre comprare casa pesa meno

di Redazione
 
Affitti alle stelle mentre comprare casa pesa meno
Il peso della casa sui bilanci familiari continua a crescere, ma con una dinamica opposta tra chi affitta e chi compra. Secondo l’ultimo studio di Idealista, nel terzo trimestre del 2025 le famiglie italiane destinano in media il 31% del reddito al pagamento dell’affitto, un punto percentuale in più rispetto al 2024. Per l’acquisto di un’abitazione, invece, lo sforzo economico medio è sceso dal 19% al 17%, grazie alla stabilizzazione dei mutui e a un mercato delle compravendite più equilibrato.

Tra le città, Massa si conferma la più costosa d’Italia per chi cerca casa in affitto: qui il 60% del reddito familiare finisce nel canone mensile. Seguono Napoli e Como (42%), Roma (41%), Venezia (40%), Milano (39%) e Firenze (36%). All’estremo opposto, vivere in affitto a Terni o Caltanissetta pesa appena il 13% sul reddito medio, segnale di un divario territoriale che resta profondo.

In un anno, il tasso di sforzo per l’affitto è aumentato in 21 città e diminuito in 42. L’impennata più evidente si registra a Massa (+18%), dove la crescita degli affitti brevi ha ridotto l’offerta di locazioni stabili, spingendo i prezzi oltre la soglia di sostenibilità per molti residenti. Crescono anche Grosseto (+5%) e Roma (+3%), mentre Milano registra un incremento più contenuto (+1%). Sul fronte opposto, Vicenza (-10%), Trapani (-6%) e Lecco (-5%) guidano la classifica dei cali più significativi.

A livello provinciale, in 21 aree italiane l’incidenza dell’affitto sul reddito supera il 31%, soglia considerata il limite massimo di sostenibilità. Belluno (58%), Aosta (46%) e Milano (44%) sono le province più “pesanti” per gli inquilini, seguite da Roma (39%), Como (37%) e Firenze (36%). In 84 province, invece, l’impegno è inferiore alla media nazionale, con i valori più bassi ad Alessandria, Biella e Terni (14%).

Sul fronte dell’acquisto, Bolzano (37%), Venezia (35%) e Milano (31%) guidano la classifica delle città più onerose, seguite da Rimini (29%), Firenze e Napoli (27%) e Roma (26%). In totale, 31 capoluoghi superano la media nazionale del 17%, mentre Biella resta la più accessibile, con un tasso di sforzo del 6%.

Risulta un calo diffuso dello sforzo per l’acquisto: 84 capoluoghi registrano una riduzione, con Barletta in testa (-8%), seguita da Napoli (-5%), Venezia (-4%), Milano, Bologna e Firenze (-3%), e Roma (-1%). Solo nove città, tra cui Como e Bolzano, evidenziano un lieve aumento.

Nelle province, la mappa segue lo stesso trend: Bolzano resta la più cara (37%), davanti a Rimini (31%), Savona (30%) e Imperia (29%). Roma (23%), Milano e Firenze (24%) si collocano sopra la media, mentre Biella, ancora una volta, rappresenta la provincia più favorevole (5%).

Il tasso di sforzo, parametro chiave dello studio, misura quanto il reddito familiare venga assorbito dalle spese abitative. Idealista calcola l’indice sia per l’affitto sia per la compravendita di un trilocale, basandosi sui dati dei prezzi effettivi e sui redditi medi Istat. Per l’acquisto, la stima include la rata di un mutuo standard aggiornato ai tassi BCE, oggi più stabili dopo le turbolenze degli ultimi anni.
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