La sicurezza infrastrutturale non è più soltanto una questione ingegneristica, ma una complessa equazione finanziaria che impone un ripensamento delle fonti di approvvigionamento economico su scala continentale: è questo il messaggio, netto e strategico, lanciato dall’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, nel corso del prestigioso convegno internazionale PIARC dedicato alle tecnologie per la sicurezza stradale.
L'intervento del vertice della società del Gruppo FS ha spostato il focus dalla semplice gestione operativa alla sostenibilità economica della "compliance" normativa, sottolineando come la National Road Authority italiana, al pari delle omologhe europee, si trovi a fronteggiare costi ingenti per garantire standard di resilienza e accessibilità sempre più elevati.
Gemme ha colto l'occasione della platea internazionale per lanciare un preciso appello alla Commissione Europea: la richiesta è quella di sbloccare e assicurare finanziamenti adeguati e specifici per l'adeguamento delle reti stradali alle sfidanti direttive comunitarie, un passaggio cruciale per evitare che il peso degli investimenti gravi esclusivamente sui bilanci nazionali. La strategia di Anas, tuttavia, si presenta ai mercati e agli stakeholder con fondamentali solidi e un piano industriale ad alto contenuto tecnologico: l'azienda sta virando decisamente verso l'asset management digitale, implementando investimenti programmati in manutenzione predittiva per ottimizzare il ciclo di vita delle opere.
L'AD ha evidenziato l'utilizzo di sensori avanzati e algoritmi di machine learning per il monitoraggio in tempo reale di viadotti, ponti e gallerie, una mossa che non solo eleva la sicurezza ma efficienta la spesa pubblica eliminando i punti critici della rete. I numeri, d'altronde, descrivono un gigante dalla gestione complessa: con oltre 32.500 km di rete, un portafoglio di 18.720 ponti e 2.157 gallerie inseriti in un'orografia difficile, e oltre 8 milioni di transiti giornalieri, la sfida per gli 8.000 dipendenti Anas è titanica. Digitalizzazione del traffico, educazione stradale in sinergia con la Polizia e campagne di prevenzione chiudono il cerchio di una gestione che ora attende da Bruxelles risposte concrete per sostenere la competitività del sistema-paese.