I troppi don Abbondio che vivono dentro e per la Lega oggi si accorgono che Roberto Vannacci è un problema, forse ''il problema''.
Eppure, quando Matteo Salvini, lastricandogli il cammino di complimenti sfegatati e di celebrazioni fuori le righe, lo portò sin dentro il cuore decisionale del partito, in pochi ebbero la forza (o il coraggio, quello che al don Abbondio manzoniano mancava) di opporsi, di dire che quel generale che aveva idee nettamente antitetiche rispetto alle loro nulla aveva a che fare con la Lega, almeno con quella delle origini, che - al netto delle esternazioni folkloristiche di Mario Borghezio - certo non avrebbe avuto le connotazioni xenofobe con deriva simil razzista del generale.
Vannacci, chi era costui? Ora lo Lega lo sa bene
Ora che il caso è deflagrato, con la nascita di Futuro Nazionale (che ha tutte la caratteristiche della culla di un nuovo partito, da incubatore delle teorie dell'estrema desta sovranista), tutti a gridare ''attenti al lupo'', temendo che Vannacci possa nuocere alla Lega molto più di quanto la Lega possa danneggiare Vannacci.
E' un gioco di equilibrismi politici, nei quali Matteo Salvini, che ha certo ben chiaro di essersi infilato da solo in un cul de sac, deve trovare una soluzione che, da un lato, lo salvi dalle conseguente elettorali d'avere portato dentro il partito un soggetto che ha difficoltà, nonostante il suo passato, a sottostare alle decisioni di altri, e, per converso, dalla figuraccia di averlo imposto come vicesegretario nonostante le perplessità espresse dalla vecchia guardia, quella che ha fatto da ponte tra la Lega ''celodurista'' e territoriale di Bossi e quella nazionale voluta dal ''Capitano''.
Ma alla fine, come tanti, esterni alla Lega, avevano profetizzato, il bubbone è pronto a scoppiare, rischiando di sparare schizzi ovunque.
Perché, facendo i conti della serva, un partito di Vannacci potrebbe portare via qualcosa alla Lega - se tanto o poco, dipende dai sondaggi, che lo accreditano come minimo del 2% -, quel tanto che di fatto la costringerebbe a vedere allargarsi il solco di consensi con Forza Italia e, quindi, a ridimensionare le sue ambizioni.
Salvini, da parte sua, si dice convinto che nulla di grave accadrà, perché, ha detto, chi lascia la Lega si condanna all'oblio. Però l'attuale panorama potrebbe smentirlo, perché Vannacci si sta guardando in giro, volgendo la sua attenzione, ovviamente, alla destra della destra, pensando o sperando di pescare nel variegato universo che va dai sovranisti ai fascisti, dai razzisti ai ''fobici'' di qualcosa (islam, neri, rom, e altro ancora).
Come dimostra il fatto che b, forse il solo parlamentare leghista uscito allo scoperto, manifestando la sua ''simpatia'' per Vannacci (quello che toccava la pelle dei neri per capire da quale pianeta arrivassero), ha organizzato, alla Camera, un evento che, tanto per essere chiari, promuove la remigrazione, che si traduce nella adozione delle politiche di Trump nei confronti degli immigrati: retate, arresti, espulsioni.
Un modo come un altro per sdoganare non l'estrema destra che si rifà a Julius Evola, ma quella che ha fatto un idolo di Greg Bovino, il truce capo della Polizia di frontiera di Trump.
Un convegno del genere, peraltro indetto e promosso seguendo le regole della Camera, non ferisce solo il luogo che lo ospita, ma l'Istituzione e con essa il Paese.
Ciascuno, sempre nel rispetto della legge, può sostenere le tesi che vuole, ma che lo faccia dentro una delle Camere è inaccettabile o inopportuno, come ha fatto rilevare il presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana, che però non può fare altro.