Economia

Banca d’Italia, crescita col freno a mano fino al 2028. L’ombra dei dazi e l’incognita ETS2 pesano sulla ripresa

di Redazione
 
Banca d’Italia, crescita col freno a mano fino al 2028. L’ombra dei dazi e l’incognita ETS2 pesano sulla ripresa
Un’economia che avanza a piccoli passi, sostenuta dai consumi interni e dai fondi del PNRR, ma frenata da un contesto internazionale fattosi improvvisamente più ostile. È questo il quadro delineato dalle ultime proiezioni macroeconomiche per il quadriennio 2025-2028 pubblicate oggi dalla Banca d'Italia.

Via Nazionale stima per l'anno in corso e per il 2026 una crescita del Prodotto Interno Lordo ferma allo 0,6%. Una lieve accelerazione è prevista solo nell'ultima parte dell'orizzonte previsivo, con lo 0,8% nel 2027 e lo 0,9% nel 2028. Sebbene le stime siano state marginalmente riviste al rialzo per il 2027 rispetto a ottobre, la dinamica complessiva resta improntata alla prudenza.

A spingere la locomotiva Italia sarà soprattutto la domanda interna:

Consumi delle famiglie: in accelerazione grazie all'aumento del potere d'acquisto e del reddito disponibile reale.

Investimenti: continuano a espandersi, seppur a ritmi più moderati rispetto al passato, beneficiando in modo determinante delle misure del PNRR.


Il vero punto critico emerge dal fronte estero. Le vendite oltreconfine risentiranno pesantemente dell’inasprimento delle politiche commerciali nel biennio 2025-26. L’ipotesi tecnica alla base dello scenario prevede che l’aumento dei dazi rispetto ai livelli del 2024 causerà un marcato rallentamento del commercio mondiale. A questo si aggiunge la perdita di competitività dovuta all'apprezzamento dell'euro. Solo nel biennio 2027-28 le esportazioni dovrebbero tornare a crescere in linea con la domanda internazionale.

Sul fronte dei prezzi, l'inflazione armonizzata (IPCA) è attesa all'1,7% nel 2025 per poi scendere all'1,4% nel 2026. Tuttavia, nel 2028 si prevede un rimbalzo all'1,9%. Questa accelerazione finale è legata direttamente all'entrata in vigore del nuovo sistema europeo di scambio di quote di emissione (ETS2), che colpirà i prezzi dell'energia.

È interessante notare come la Banca d'Italia abbia già recepito la proposta del Consiglio europeo di posticipare di un anno l'avvio della normativa (dal 2027 al 2028), riducendo così le stime di inflazione per il prossimo biennio rispetto alle precedenti previsioni di ottobre.

Il mercato del lavoro mostra una buona tenuta, con un'occupazione in espansione per tutto il quadriennio, sebbene a ritmi meno frenetici rispetto agli anni scorsi. Il tasso di disoccupazione, oggi poco sopra il 6%, è visto in lieve calo verso il 6,0% nel 2027-28.

Per quanto riguarda i costi di finanziamento, le notizie sono alterne: si prevede una stabilizzazione nel 2026, seguita da un lieve aumento verso la fine del 2028. Le ipotesi tecniche vedono il tasso BTP a 10 anni salire progressivamente dal 3,6% del 2025 al 4,1% nel 2028.

Lo scenario resta "soggetto a elevata incertezza". Se da un lato una politica di bilancio più espansiva (legata ad esempio alle spese per la difesa) potrebbe spingere la crescita, dall'altro pesano i rischi di ulteriori tensioni geopolitiche che potrebbero causare nuovi rincari delle materie prime e strozzature nelle forniture globali.
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