Si apre ufficialmente il dossier governance in casa Ferretti Group dopo l'offensiva lanciata dall'investitore ceco Karel Komárek. Il Consiglio di Amministrazione della multinazionale della nautica, riunitosi in data odierna, ha esaminato e preso atto della comunicazione diffusa da KKCG Maritime relativa alla promozione di un'offerta pubblica di acquisto (Opa) volontaria parziale e condizionata.
La mossa del board rappresenta il passaggio formale necessario dopo che, lo scorso 19 gennaio, il veicolo d'investimento ha annunciato l'intenzione di acquisire fino a 52.132.861 azioni Ferretti, pari al 15,4% del capitale sociale, con l'obiettivo dichiarato di portare la propria partecipazione complessiva a ridosso della soglia del 30%. L'operazione, che mette sul piatto un corrispettivo di 3,50 euro per azione, si inserisce in un contesto di alta tensione azionaria: solo pochi giorni fa, infatti, l'azionista di maggioranza Weichai Group ha respinto fermamente l'offerta, definendola non coerente con la visione strategica di lungo periodo e blindando di fatto il controllo sulla società.
In questo scenario, il CdA di Ferretti ha proceduto all'attivazione dei presidi di garanzia previsti dalla doppia quotazione Milano-Hong Kong: preso atto dell'avvenuto deposito del documento d'offerta presso la Consob e l'Executive Director della SFC di Hong Kong in data 29 gennaio, il board ha istituito un "Independent Board Committee" in ottemperanza all'HK Takeover Code. L'organismo, chiamato a valutare la congruità dell'offerta per gli azionisti di minoranza, è composto interamente da amministratori non esecutivi: Hao Qinggui, Jiang Lan (Lansi), Jin Zhao, Patrick Sun e Zhu Yi, affiancati da due figure di spicco del panorama industriale e sportivo italiano quali Piero Ferrari e Stefano Domenicali.
Il Consiglio ha infine confermato che darà esecuzione a tutti gli adempimenti spettanti ai sensi delle normative italiana e di Hong Kong, inclusa la pubblicazione del comunicato dell'emittente (ex art. 103 TUF), impegnandosi a comunicare tempestivamente al mercato le proprie valutazioni, mentre gli investitori restano alla finestra per capire se l'azione di KKCG evolverà in una battaglia di governance o si arresterà di fronte al muro eretto dal socio cinese.