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Prandini (Coldiretti): “Agricoltura strategica, no a tagli per spese militari”

di Demetrio Rodinò
 
Prandini (Coldiretti): “Agricoltura strategica, no a tagli per spese militari”
Non possiamo pensare di costruire un’Europa del futuro tagliando agricoltura, sanità e welfare per comprare carri armati”. È un monito severo quello lanciato da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, dal palco del Villaggio Coldiretti di Udine, in occasione del lancio del Manifesto per l’educazione alimentare nelle scuole. La denuncia si inserisce nel più ampio dibattito sulla nuova Politica Agricola Comune (PAC) e sulle priorità strategiche della spesa europea.

“Serve un cambio di paradigma – ha dichiarato Prandini –. Pensare di portare la spesa militare fino al 5% del Pil europeo senza mettere in discussione l’equilibrio sociale è miope e pericoloso. Così si rischia di tagliare i servizi essenziali e sacrificare interi settori produttivi”.

Secondo Coldiretti, per finanziare le nuove priorità strategiche, l’Europa non deve scaricare ulteriori pesi sui singoli Stati membri, ma introdurre gli eurobond e avviare una politica di debito comune. “Non possiamo gravare ancora di più sull’Italia – avverte Prandini – già oppressa da un debito pubblico elevato. Serve una scelta politica coraggiosa e solidale”.

Il presidente Coldiretti ha poi puntato il dito contro le disparità tra Stati membri, denunciando la decisione della Germania di immettere 1.000 miliardi nel proprio sistema industriale, metà dei quali destinati alla riduzione del costo dell’energia: “Una mossa che crea uno squilibrio competitivo inaccettabile e mette in difficoltà l’intero sistema produttivo italiano”.

Coldiretti chiede una PAC moderna, inclusiva e orientata all’innovazione, che valorizzi qualità, biodiversità e presidio del territorio, soprattutto nelle aree montane e interne. “Se salta il tessuto produttivo, la crisi si trasforma in crisi sociale. Meno lavoro significa meno consumi, anche alimentari. È un effetto domino che dobbiamo evitare”.

La richiesta è quella di abbandonare le vecchie logiche distributive della PAC, che secondo Coldiretti avrebbero già fatto perdere all’Italia oltre 10 miliardi di euro in finanziamenti europei. “Vogliamo una PAC che premi chi produce, chi innova e chi difende i territori – ha concluso Prandini –. L’Europa deve smettere di trattare l’agricoltura come un settore residuale. È una leva strategica per la sovranità alimentare, la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile”.
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