Economia

Emilia-Romagna, finanza sociale: fondi al welfare generativo per la tenuta del territorio

di Redazione
 
Emilia-Romagna, finanza sociale: fondi al welfare generativo per la tenuta del territorio
La Regione Emilia-Romagna scommette sul welfare generativo come volano per la stabilità del tessuto socio-economico locale, sbloccando un plafond di 2.685.212 euro destinato a ridisegnare l'architettura dei servizi di comunità e a finanziare la transizione sostenibile del Terzo Settore. 

In attuazione di un accordo di programma siglato nei mesi scorsi con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, questa massiccia iniezione di liquidità, all'interno della quale spicca una quota massima di 1.736.303 euro riservata specificamente alle fondazioni, mira a catalizzare investimenti diretti lungo nove assi strategici strettamente allineati agli obiettivi dell’agenda 2030, spaziando dallo sviluppo dell’economia circolare al contrasto del cambiamento climatico, fino alla mitigazione delle marginalità sociali, al sostegno scolastico extra-didattico e alla lotta alle solitudini involontarie nella terza età. 

Come rimarcato dall'assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti, il mondo dell'associazionismo assume oggi la fisionomia di una vera e propria leva economica territoriale, capace di finanziare modelli innovativi che mettono a reddito le relazioni sociali per colmare i gap strutturali di inclusione. 

Sotto il profilo della governance, il bando introduce infatti una forte spinta alle aggregazioni, imponendo la costituzione di partnership interassociative formate da un minimo di tre enti iscritti al Runts o all’Anagrafe Onlus, e aprendo significativamente il mercato anche a realtà con sede legale fuori regione, purché dotate di un'architettura organizzativa decentrata e stabile sul territorio emiliano-romagnolo. 

La ripartizione dei fondi segue una rigorosa logica demografica su base distrettuale, premiando la Città metropolitana di Bologna che assorbe la quota maggioritaria del budget con 614.273 euro (di cui 235.273 euro per il solo capoluogo), seguita a stretto giro dal Modenese con un'assegnazione complessiva di 426.003 euro e dal Reggiano con 318.800 euro; completano il quadro degli stanziamenti il Parmense con 275.741 euro, l'asse romagnolo Forlì-Cesena con 236.081 euro, il Ravennate con 232.656 euro, il bacino di Rimini con 204.758 euro, il Ferrarese con 204.282 euro e, in chiusura, il Piacentino che drena 172.618 euro a presidio delle aree di Levante, Ponente e Città, confermando come questa manovra non si configuri come un semplice sussidio assistenziale, bensì come una complessa operazione di finanza sociale mirata a consolidare il capitale umano, asset intangibile ma sempre più determinante per la competitività del sistema-regione.
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