Economia

Giorgetti al Forum Ambrosetti: “Pil in crescita dello 0,6% nel 2025, conti pubblici in ordine e niente sacrifici”

di Demetrio Rodinò
 
Giorgetti al Forum Ambrosetti: “Pil in crescita dello 0,6% nel 2025, conti pubblici in ordine e niente sacrifici”
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dal palco del Forum Ambrosetti a Villa d’Este, ha ribadito la linea del governo sulla politica economica, nella sostanza una crescita confermata allo 0,6% per il 2025, conti pubblici in equilibrio e nessuna manovra correttiva all’orizzonte. “L’economia ha subito qualche rallentamento, ma ne avevamo tenuto conto. Credo che le nostre previsioni potranno essere accolte”, ha affermato, precisando che “non ci saranno più sacrifici, i conti vanno come previsto”.

Un messaggio di rassicurazione rivolto agli imprenditori presenti e ai mercati, in un contesto globale segnato da tariffe americane, tensioni geopolitiche e guerre che pesano sull’economia reale, sempre più fragile rispetto ai mercati finanziari. Giorgetti ha insistito sull’approccio “serio e responsabile” del Mef, che continuerà a caratterizzare anche la prossima legge di bilancio. Troppe, secondo il ministro, le indiscrezioni apparse sui giornali ad agosto: “Così come c’è il calciomercato, c’è anche una manovra-mercato in estate. Ma al momento non c’è nulla di concreto”.

Il titolare dell’Economia ha escluso interventi immediati su tasse alle banche o ai buyback, ipotesi che avevano agitato il dibattito politico nelle scorse settimane. Matteo Salvini, intervenuto nello stesso contesto, ha infatti preferito non affrontare il tema manovra, lasciando pieno spazio al collega di governo.

Tra le priorità individuate da Giorgetti figura il sostegno fiscale alle famiglie, che dovrà rispettare i vincoli europei e al tempo stesso fare i conti con l’aumento della spesa militare dovuto all’escalation della guerra in Ucraina. “La pressione sulle finanze pubbliche è forte – ha riconosciuto – ma confidiamo che non comprometta i nostri obiettivi”.

Da Cernobbio, il ministro ha anche lanciato un appello alle imprese della difesa nazionale affinché partecipino attivamente alla fase di rafforzamento produttivo, evitando che il peso della spesa si traduca in un mero aggravio per la finanza pubblica senza ritorni in termini di occupazione e crescita.
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