Economia

Inflazione verso il 2%, segnale di stabilità per l’economia secondo Unimpresa

di Redazione
 
Inflazione verso il 2%, segnale di stabilità per l’economia secondo Unimpresa
L’inflazione italiana si avvicina alla soglia del 2% indicata come ottimale dalla Banca centrale europea, confermando una tendenza alla normalizzazione dopo le turbolenze degli ultimi anni. A sottolinearlo è il Centro studi di Unimpresa, che legge il dato di giugno, +1,7% su base annua, in lieve crescita rispetto all’1,6% di maggio, come un segnale positivo per la stabilità economica del Paese.

Secondo Unimpresa, l’attuale rialzo dei prezzi è sostenuto da dinamiche settoriali fisiologiche, in particolare nel comparto alimentare, e non rappresenta un campanello d’allarme. "Non si tratta di una fiammata inflattiva, ma di un ritorno alla normalità dopo gli shock degli anni scorsi", spiega la presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. L’inflazione di fondo - che esclude alimentari freschi ed energia - si attesta infatti all’1,8%, segno di un equilibrio tra consumi prudenti e stabilità salariale.

Il Centro studi evidenzia che la moderata crescita mensile dei prezzi (+0,2%) è dovuta a fattori stagionali e congiunturali, come le tensioni su alcune filiere alimentari, condizioni climatiche sfavorevoli e rincari selettivi delle materie prime. In particolare, i beni alimentari non lavorati registrano un aumento del 4,2% e quelli lavorati del 3,0%, mentre continua la frenata dei prezzi energetici, con i beni regolamentati in decisa decelerazione (+22,7% contro +29,3%) e quelli non regolamentati ancora in calo (-4,6%).

Questo mix di fattori consente al Paese di consolidare un quadro di stabilità economica e monetaria, archiviando progressivamente gli shock inflattivi del biennio 2022–2023. La prospettiva di un’inflazione vicina al 2% viene interpretata come un indicatore di fiducia nei fondamentali economici italiani, purché accompagnata da un sostegno alla domanda interna e da politiche fiscali compatibili con la crescita.

"Il ritorno graduale verso il 2% è un segnale di vitalità economica, non un fattore di rischio", precisa il Centro studi di Unimpresa. Resta centrale, tuttavia, il monitoraggio dei settori più esposti - come alimentazione e logistica - per evitare derive sui prezzi che possano minacciare la ripresa dei consumi.

In questo scenario, Unimpresa conferma la previsione di un’inflazione media annua per il 2025 compresa tra l’1,5% e l’1,8%, in linea con le indicazioni della BCE e coerente con un contesto di fiducia e graduale ripresa.

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