Economia

L’Italia punta all’autonomia strategica nella Difesa e Sicurezza con il contributo della filiera industriale

di Redazione
 
L’Italia punta all’autonomia strategica nella Difesa e Sicurezza con il contributo della filiera industriale
Cernobbio ha fatto da cornice alla presentazione dello Studio Strategico promosso da AIAD e realizzato da TEHA Group, che mette in luce il ruolo chiave della filiera industriale della Difesa e Sicurezza (D&S) per la crescita economica e la tutela nazionale. L’analisi evidenzia come l’attuale scenario geopolitico, segnato da conflitti, minacce ibride e attacchi cyber in aumento, imponga una revisione profonda delle politiche europee. L’Unione Europea ha già avviato il piano “Readiness 2030”, con un investimento da 800 miliardi di euro per portare la spesa in D&S al 5% del PIL entro il 2035.

L’industria europea del settore mostra performance in crescita: tra il 2019 e il 2023 il fatturato è salito del 7,4% medio annuo, l’occupazione del 7,2% e gli investimenti in ricerca e sviluppo del 9,2%. In questo contesto, l’Italia rappresenta un punto di riferimento con 22,3 miliardi di euro di fatturato e oltre 62mila occupati diretti nel 2024, un moltiplicatore economico pari a 2,72 e un export autorizzato di armamenti che ha toccato i 6,45 miliardi di euro, raddoppiando la quota di mercato globale rispetto al 2015.

Il Governo ha annunciato l’impegno ad aumentare progressivamente la spesa in Difesa e Sicurezza dall’1,5% del PIL nel 2024 al 5% nel 2035, con investimenti complessivi pari a 994 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Una scelta che, secondo lo Studio, potrebbe triplicare il fatturato della filiera nazionale e più che raddoppiare il contributo al PIL, portandolo dall’1,1% al 2,5%.

Il rafforzamento dell’autonomia strategica passa però anche da azioni concrete: potenziamento del procurement militare con la nuova Direzione Nazionale degli Armamenti, incremento delle risorse per Ricerca e Innovazione in ambito tecnologico e cyber, sviluppo di piattaforme industriali paneuropee, piani di reshoring per produzioni critiche e campagne di sensibilizzazione rivolte al grande pubblico.

Come sottolineato da Federico Rampini (nella foto): Investire nella nostra sicurezza non è un sacrificio, ma un interesse nazionale che genera benefici anche economici”. Un messaggio che sintetizza la visione di un settore destinato a diventare sempre più determinante per la stabilità europea e per la competitività dell’Italia.

 
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