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“Liberté, égalité, pornographie”: la Francia chiude i siti a luci rosse, e il web protesta

di Redazione
 
“Liberté, égalité, pornographie”: la Francia chiude i siti a luci rosse, e il web protesta
Pornhub & co. oscurano le loro piattaforme in Francia per dire “non ce la dai a bere!” alla legge sulla verifica dell’età. E Marianne… si copre gli occhi.

Non è un blackout tecnico, non è un attacco hacker e nemmeno uno sciopero dei pixel: è resistenza culturale, ça va sans dire. A mezzanotte in punto, Pornhub, YouPorn e RedTube – tre delle colonne portanti dell’informazione sessualmente esplicita globale – hanno spento la luce in Francia. Ma non prima di lasciare sullo schermo la Marianne, icona repubblicana con lo sguardo fiero, e sotto la scritta: «La libertà non ha pulsanti di off».

La disputa è semplice ma dal sapore tragicomico. Il governo francese, nel tentativo (sacrosanto, in teoria) di proteggere i minori, ha imposto che ogni connessione a un sito pornografico sia preceduta da un sistema rigido di verifica dell’età. Non basta più cliccare con aria colpevole su “Sì, ho 18 anni” mentre si mastica una brioche: adesso bisogna dimostrarlo davvero.

Aylo (ex MindGeek), la casa madre del gruppo che gestisce le piattaforme del piacere digitale, non l’ha presa bene. Anzi: ha gridato all’“invasione di privacy”, ha fatto appello ai valori repubblicani (quelli veri, mica quelli della “répubblique bananière”) e ha deciso di chiudere tutto. Una mossa che ha lasciato circa 7 milioni di francesi quotidianamente… disconnessi dal loro svago preferito.

La legge è stata definita da Aylo “sproporzionata, inefficace e irresponsabile”. Un po’ come cercare di regolamentare il desiderio con l’intervento della Corte Costituzionale. Dal canto suo, la Commissione europea non ride: è in corso un’inchiesta sull’effettiva (in)sufficienza dei controlli per tenere i minori alla larga dalle immagini proibite. Ma Pornhub non ci sta a passare per padre degenerato: preferisce chiudere il sipario, spegnere i riflettori e proporre… dialogo.

Il gesto è forte, teatrale, molto francese. E in fondo c’è del genio in questa protesta: sostituire clip bollenti con una Marianne vestita (per una volta) richiama lo scontro epico tra valori morali e libertà individuale. A vincere, per ora, è il silenzio digitale. Ma nel frattempo le VPN sono schizzate al top delle ricerche Google. (Les français trouvent toujours une solution.)

L’evento non ha scosso i listini azionari – o forse sì, ma in modo poco visibile. Ethical Capital Partners, proprietaria di Aylo, resta a guardare con la lente d’ingrandimento del capitale etico in mano. Ma la vera domanda è: cosa succederà se anche altri Paesi decideranno di seguire la Francia? Un’Unione Europea senza porno potrebbe avere effetti devastanti… sul traffico dati, se non altro.

Nel 2025 la libertà digitale si gioca anche sul campo dell’erotismo. In un mondo dove i social ci spiano, gli algoritmi ci profilano e persino le intelligenze artificiali tentano di “comprenderci”, forse è il caso di chiederci se serve davvero un passaporto per accedere ai bassifondi del web. Oppure se – come temono alcuni – la censura, sotto mentite spoglie, sta solo indossando il bustino della virtù.

Nel dubbio… alle 23.59, cari francesi, spegnete la candela e fatevi un tè. Domani è un altro giorno. E forse anche un altro indirizzo IP.
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