Economia

Mauro Pastore tra i manager più pagati nel credito cooperativo secondo l’analisi Radiocor

di Redazione
 
Mauro Pastore tra i manager più pagati nel credito cooperativo secondo l’analisi Radiocor
Il credito cooperativo italiano difende la propria identità mutualistica, ma sul fronte delle remunerazioni si avvicina ai livelli delle banche quotate. Secondo un’analisi di Radiocor sui documenti societari, le due capogruppo Iccrea e Cassa Centrale Banca (Ccb) hanno riconosciuto nel 2024 compensi ai rispettivi Consigli di Amministrazione in linea, se non superiori, a quelli di grandi gruppi bancari nazionali.

Nel dettaglio, ai 15 membri del CdA di Iccrea sono andati 2,57 milioni di euro complessivi, mentre ai 15 consiglieri di Ccb 1,98 milioni. Cifre paragonabili - o superiori - a quelle di realtà quotate come Banco BPM (2,89 milioni), BPER (2,13 milioni) o MPS (1,21 milioni), considerando che i dati sono al netto degli emolumenti dei rispettivi amministratori delegati.

Ma il vero dato che spicca riguarda il top management. Mauro Pastore (nella foto), Direttore Generale di Iccrea, ha percepito nel 2024 una remunerazione totale di 1,51 milioni di euro, tra quota fissa e variabile. Di quest’ultima, pari a 629 mila euro, solo 113 mila sono stati liquidati subito, mentre il resto verrà erogato nei prossimi cinque anni, in parte in contanti e in parte in strumenti finanziari. Un incremento rispetto al 2023, quando Pastore aveva percepito 1,4 milioni.

Sempre secondo Radiocor, il gruppo Iccrea ha destinato complessivamente 11,75 milioni di euro ai dirigenti con responsabilità strategiche (circa dieci figure apicali), segnando un +22% rispetto all’anno precedente. Il gender pay gap complessivo nel gruppo è del 17,7%, che sale al 20% tra i dirigenti.

Sul fronte Ccb, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Sandro Bolognesi ha registrato un aumento della propria retribuzione, arrivando a 1,02 milioni (737 mila fissi e 276 mila variabili) dai 991 mila euro del 2023. Per confronto, tra le banche quotate di pari dimensioni, Luigi Lovaglio (MPS) ha guadagnato 1,47 milioni, Giuseppe Castagna (Banco BPM) 2,21 milioni e Gianni Franco Papa (BPER, in carica da aprile) 1,75 milioni.

L’analisi mette in luce come, anche in un settore che si fonda su principi cooperativi, le dinamiche retributive dei vertici tendano a uniformarsi a quelle dei grandi player del mercato bancario.
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