Economia

Piazza Affari affonda

di Luca Andrea
 
Piazza Affari affonda
Giornata da dimenticare per Piazza Affari, travolta da un’ondata di vendite che ha colpito l’intero comparto azionario europeo. Milano chiude con un tonfo del 2,12% sul FTSEMib, scivolato a 42.839 punti.

Il clima resta condizionato dai dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve, con le aspettative di un taglio dei tassi rapidamente ridimensionate negli ultimi giorni. A pesare anche le tensioni tra Cina e Giappone, oltre ai timori su valutazioni eccessive del settore tecnologico. Grande attesa, intanto, per i conti di Nvidia, che arriveranno domani a mercati chiusi, e per il report sull’occupazione statunitense di settembre, slittato a causa dello shutdown.

Il listino milanese mostra un quadro quasi interamente dipinto di rosso. Il FTSE Italia All Share cede il 2,05%, il Mid Cap perde l’1,34% e lo Star l’1,28%.

Tra i titoli peggiori spiccano le banche, vero epicentro delle vendite: Monte dei Paschi lascia sul terreno il 3,69% a 8,409 euro, Popolare di Sondrio scivola del 3,53% e BPER arretra del 3,4%. Profondo rosso anche per Telecom Italia TIM (-6,66%) e Stellantis (-4,44%), mentre AVIO chiude con un calo del 4,99% nel giorno in cui ha comunicato la sottoscrizione del 98,83% delle nuove azioni del suo aumento di capitale, per un controvalore di 395,18 milioni di euro.

In un contesto così depresso, l’unica nota positiva arriva da Hera, che avanza dello 0,79%, unico titolo del FTSEMib a chiudere in rialzo. Nel segmento Mid Cap spiccano invece le performance di D’Amico (+2,58%), El.En (+2,39%), Technoprobe (+1,46%) e Ariston Holding (+1,40%), tra i pochi nomi capaci di attirare acquisti.

Lo spread BTP-Bund rientra leggermente a 77 punti base, con il rendimento del decennale al 3,41%. L’euro scivola sotto quota 1,16 dollari, confermando la debolezza della moneta unica, mentre l’oro supera i 4.050 dollari, proseguendo la sua corsa di rifugio. Il Bitcoin torna sopra i 93.500 dollari, mentre il petrolio si mantiene stabile.

Tra le piazze europee prevalgono vendite marcate: Francoforte cede l’1,74%, Parigi l’1,86%, Londra l’1,27%. Il quadro è omogeneo e riflette una fase di forte incertezza, alimentata dalla combinazione di politica monetaria, valutazioni elevate e tensioni geopolitiche.
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