Economia

Piazza Affari chiude l’anno da protagonista, nuovo massimo storico e banche in grande spolvero

di Luca Andrea
 
Piazza Affari chiude l’anno da protagonista, nuovo massimo storico e banche in grande spolvero
Chiusura d’anno in deciso rialzo per i mercati europei, ma è Piazza Affari a prendersi la scena nell’ultima seduta, confermandosi il listino più brillante del Vecchio Continente. Milano archivia la giornata con il FTSE MIB in progresso dell’1,14%, a ridosso dei 45 mila punti, aggiornando un nuovo massimo storico e distanziando le principali piazze continentali.

Nel confronto europeo, Francoforte mostra una performance più contenuta (+0,57%), Londra chiude con un solido +0,75%, mentre Parigi si mantiene positiva con un rialzo dello 0,69%. A Milano, oltre al FTSE MIB, anche il FTSE Italia All-Share termina la seduta in territorio positivo a 47.660 punti, rafforzando il bilancio di fine anno del listino tricolore.

A trainare Piazza Affari è ancora una volta il comparto bancario, autentico motore del rally. In testa alla classifica dei titoli principali si colloca MPS, in crescita del 2,6%, seguita da Unicredit (+2,3%), Mediobanca (+2,1%) e BPER (+2,0%). Il settore beneficia di aspettative ancora favorevoli sui margini e di una ritrovata fiducia degli investitori, in un contesto di tassi che, pur avviandosi verso una graduale normalizzazione, restano su livelli storicamente elevati. Sul fronte opposto, poche le note stonate: Moncler chiude sotto la parità (-0,5%), mentre Ferrari lima lo 0,1%.

Buon clima anche sul segmento delle medie capitalizzazioni, dove si mettono in evidenza Banco di Desio e della Brianza (+2,27%), Comer Industries (+2,25%), Danieli (+2,12%) e Webuild (+2,09%). In controtendenza GVS, che registra la peggiore performance del listino Mid Cap con un calo dell’1,40%.

Sul piano internazionale, persistono i rischi geopolitici legati al conflitto in Ucraina, con nuove accuse tra Mosca e Kiev che mantengono alta l’attenzione degli investitori. Sul mercato valutario, l’euro arretra a 1,176 contro il dollaro, mentre il biglietto verde si rafforza sullo yen a 156,2. Materie prime poco mosse: il Brent scambia in area 61,5 dollari al barile, il Wti a 58,1 dollari. Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund risale a 66 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,51%.

 
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