Economia
Piazza Affari si conferma più solida dell’Europa tra scambi in calo, difesa in evidenza e prese di beneficio sui tecnologici
di Luca Andrea

Giornata all’insegna della cautela per i mercati azionari europei, ma con una Piazza Affari capace di distinguersi e di chiudere in moderato progresso, mostrando una tenuta superiore rispetto alle altre principali piazze del Vecchio Continente. A Milano il FTSE MIB ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,25% a 45.672 punti. Sulla stessa linea il FTSE Italia All Share, in aumento dello 0,24%, mentre il FTSE Italia Mid Cap si è mosso appena sopra la parità (+0,04%) e il FTSE Italia Star ha chiuso leggermente in territorio negativo (-0,12%).
Il controvalore degli scambi si è attestato a 3,48 miliardi di euro, in sensibile calo rispetto ai 4,46 miliardi della seduta precedente, a conferma di un clima attendista che ha caratterizzato l’intera giornata borsistica. Nonostante i volumi ridotti, il listino milanese ha comunque mostrato una buona capacità di assorbire le prese di beneficio e di mantenere un vantaggio competitivo rispetto alle altre Borse europee.
Sul fronte macro-finanziario, lo spread tra Btp e Bund si è inizialmente riportato sotto quota 65 punti base, con il rendimento del decennale italiano oscillato tra il 3,45% e il 3,5%, per poi peggiorare nel corso della giornata fino a raggiungere area 74 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 3,48%. L’euro si è mantenuto stabile in prossimità di 1,165–1,166 dollari, mentre l’oro ha consolidato sopra i 4.450 dollari l’oncia. Il bitcoin è tornato sopra la soglia dei 90.500 dollari, mentre il petrolio ha messo a segno un deciso rialzo.
A sostenere Piazza Affari è stato in particolare il comparto della difesa, in linea con quanto osservato a livello europeo, dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha indicato per il 2027 un bilancio militare Usa pari a 1.500 miliardi di dollari, ben superiore ai 901 miliardi approvati per il 2026. In questo contesto Leonardo ha vissuto una seduta di forte volatilità, chiudendo comunque in rialzo del 2,02% a 58,52 euro, dopo aver toccato un minimo di 57,32 e un massimo di 60,18 euro.
Tra i migliori titoli del FTSE MIB si sono messi in evidenza anche Campari, in progresso del 3,60%, Recordati (+2,15%) e Mediobanca (+1,78%). Bene Terna, che ha aggiornato il massimo storico superando per la prima volta la soglia dei 9,4 euro per azione, chiudendo a 9,404 euro con un rialzo dello 0,26%.
Sul fronte opposto, la seduta è stata caratterizzata da diffuse prese di beneficio su alcuni titoli che avevano corso nelle giornate precedenti. Telecom Italia ha lasciato sul terreno l’1,87% a 0,5354 euro, dopo il forte rialzo della vigilia. Vendite consistenti anche su Amplifon (-4,54%), Prysmian (-4,31%) e STMicroelectronics (-2,71%), in un comparto tecnologico penalizzato da realizzi e maggiore prudenza degli investitori.
Tra le utility, Enel ha chiuso sostanzialmente invariata (+0,01% a 9,271 euro), dopo aver comunicato il collocamento di prestiti obbligazionari subordinati ibridi perpetui per 2 miliardi di euro, con una domanda superiore di oltre sette volte all’offerta, per ordini complessivi pari a circa 14 miliardi. Prosegue invece il trend positivo di Italgas, che ha registrato un rialzo dell’1,64% a 10,54 euro, dando continuità alla buona performance della seduta precedente.
Nel segmento Mid Cap spicca il balzo di Danieli & C. (+2,26% a 54,2 euro), sostenuta dall’annuncio della partnership tecnologica con il gruppo coreano Hyundai per la realizzazione di un nuovo impianto produttivo green negli Stati Uniti, in Louisiana, per un valore complessivo dei contratti di circa 650 milioni di dollari. Tra i titoli più brillanti del comparto si segnalano anche D’Amico (+6,08%), WIIT (+5,15%), Ferretti (+3,60%) e Intercos (+2,73%). Al contrario, Salvatore Ferragamo ha chiuso in netto calo (-5,34% a 7,98 euro), penalizzata dal taglio del target price e dal downgrade a “sell” da parte di Banca Akros. Seduta negativa anche per Webuild (-3,31%) e Technoprobe (-3,30%).
Nel resto d’Europa, i mercati hanno mostrato un andamento più dimesso, Francoforte è rimasta sostanzialmente invariata, Londra ha ceduto lo 0,04% e Parigi ha chiuso con un marginale +0,12%. Negli Stati Uniti, l’S&P 500 si è mantenuto poco mosso (+0,05%), in attesa del cruciale rapporto sull’occupazione americana, che potrebbe fornire nuove indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve in materia di tassi.