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Scontro UE-Italia, doppia infrazione su Golden Power e direttiva Case Green

di Redazione
 
Scontro UE-Italia, doppia infrazione su Golden Power e direttiva Case Green

La Commissione Europea ha formalmente avviato oggi una procedura d'infrazione contro l'Italia inviando una Lettera di Messa in Mora per l'uso del "Golden Power" sulle fusioni bancarie, rientrando nell'area "Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali".

Il Golden Power, pur volto a tutelare sicurezza e ordine pubblico, è accusato di attribuire al governo italiano "poteri discrezionali" che rischiano di consentire "interventi ingiustificati per motivi economici". Tali interventi compromettono i principi di libertà di stabilimento e libera circolazione dei capitali nel mercato unico, ostacolando il consolidamento bancario europeo. Un rilievo cruciale è la sovrapposizione di competenze della normativa italiana con l'autorità esclusiva della Banca Centrale Europea (BCE) nell'ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico (MVU).

Golden Power e direttiva Case Green

La portavoce Arianna Podestà ha chiarito che l'infrazione "non è rivolta a nessun caso specifico" ma riguarda la norma Golden Power "di per sé". Tuttavia, la Commissione sta separatamente valutando le risposte dell'Italia alle preoccupazioni sollevate l'estate scorsa (procedura Articolo 21) relative all'esercizio del potere speciale sull'Ops di UniCredit su Banco BPM, poi ritirata.

Il Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha preso atto delle obiezioni sollevate sulla norma (riformata nel 2022 dal Governo Draghi). Giorgetti ha assicurato che il Governo risponderà ai rilievi e, con "spirito costruttivo e collaborativo", presenterà una "proposta normativa che farà chiarezza e supererà le obiezioni", puntando a un quadro di competenze condiviso.

L'Italia ha due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà emettere un Parere Motivato, preludio all'eventuale ricorso alla Corte di Giustizia UE.

Contestualmente, Bruxelles ha aperto una seconda procedura d'infrazione anche sulla direttiva "case green" (EPBD), per non aver "pienamente attuato né spiegato in modo esauriente" l'eliminazione graduale degli incentivi finanziari per l'installazione di caldaie autonome a combustibili fossili entro il termine del 1° gennaio 2025. Anche in questo caso, l'Italia ha due mesi per rispondere.
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