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Siti pornografici, obbligo di verifica età dal 12 novembre. Codacons, "Inefficace, aggirabile con VPN"

di Redazione
 
Siti pornografici, obbligo di verifica età dal 12 novembre. Codacons, 'Inefficace, aggirabile con VPN'

Dal prossimo 12 novembre, una porzione del panorama pornografico online italiano si prepara a un cambiamento significativo. Con la pubblicazione di una delibera dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), 48 portali specializzati in contenuti per adulti dovranno implementare un sistema di riconoscimento dell'età anagrafica per bloccare l'accesso automatico agli utenti con meno di 18 anni.

La misura, che risponde alla necessità di tutela dei minori, è stata accolta come un "passo avanti" ma con notevoli riserve da parte di associazioni di consumatori come il Codacons, che la definisce "una goccia nel mare" della diffusione di materiale pornografico tra i giovani. L'intervento dell'Agcom si scontra con una realtà giovanile italiana preoccupante, come evidenziato da una recente indagine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). I dati del Cnr (riferiti al Rapporto sullo Stato dell'Adolescenza 2023) mostrano una diffusione elevatissima della fruizione di video e immagini a sfondo sessuale:

- Coinvolgimento stimato attorno all'88% degli adolescenti maschi italiani.

- Coinvolgimento stimato attorno al 40% delle adolescenti femmine.


Queste cifre drammatiche sottolineano l'urgenza di misure più ampie e l'inefficacia potenziale di un blocco limitato. Secondo il Codacons, il sistema di blocco, pur giusto nell'intento, presenta tre criticità principali che ne limitano fortemente l'efficacia nel contrasto alla diffusione del fenomeno:

Oggi, una quota enorme di materiale pornografico viene veicolata al di fuori dei siti specializzati, attraverso piattaforme meno regolamentate come i social network o le app di messaggistica (ad esempio Telegram). Qui, l'accesso per i minori è spesso facile e privo di restrizioni significative, rendendo obsoleto il blocco sui portali tradizionali.

Il divieto stabilito dall'Agcom si applica ai minori che accedono ai 48 siti dall'Italia. È sufficiente utilizzare una VPN (Virtual Private Network) per connettersi a un server remoto situato in un altro Paese. In questo modo, l'utente ottiene un indirizzo IP estero, bypassando in modo elementare il blocco imposto a livello nazionale. In un bacino sterminato e in continua espansione di siti pornografici esistenti a livello globale, bloccare un numero così ristretto di piattaforme non fermerà la possibilità per i minorenni di trovare e fruire di materiali analoghi.

Sebbene la delibera Agcom rappresenti una presa di posizione legislativa sulla necessità di tutelare l'infanzia, essa rischia di non incidere in modo sostanziale sulla dilagante diffusione della pornografia online tra i giovani italiani. Il Codacons lancia un appello per l'adozione di misure strutturali e più coraggiose, che vadano oltre il blocco tecnico-nazionale e che coinvolgano in modo più stringente e globale anche le grandi piattaforme social e di messaggistica, le vere "autostrade" di diffusione dei contenuti per minori nell'era digitale.

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