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Taxi in rivolta e raffica di scioperi locali. Italia a rischio paralisi

di Redazione
 
Taxi in rivolta e raffica di scioperi locali. Italia a rischio paralisi
Non è solo un martedì nero, ma l’inizio di una quindicina di giorni ad alta tensione per la mobilità italiana. Il settore dei trasporti si prepara a una stagione di forte conflittualità sindacale che vedrà il suo culmine domani, martedì 13 gennaio, con lo sciopero nazionale dei taxi. La mobilitazione delle "auto bianche", che durerà 24 ore (dalle 8:00 alle 22:00), è però solo la punta dell'iceberg di un calendario di proteste che colpirà a macchia d'olio il trasporto pubblico locale (TPL), il comparto merci e persino quello aereo fino alla fine del mese.

La protesta dei tassisti nasce da una frattura profonda tra la categoria e il Governo sulla regolamentazione del settore. Oltre 18 sigle sindacali hanno chiamato a raccolta i conducenti per denunciare quello che definiscono il "caporalato tecnologico".

Il cuore della disputa risiede nei decreti attuativi della Legge 12/2019, rimasti in un limbo normativo per anni. I tassisti chiedono l'attivazione del foglio di servizio elettronico per gli NCC (noleggio con conducente) e il ripristino dei vincoli temporali (almeno 20 minuti tra prenotazione e servizio) per evitare che le "auto nere" operino di fatto come taxi, senza averne gli obblighi di servizio pubblico.

"Scioperiamo per difendere un servizio sicuro ed equo, che appartiene alle città e non a società che operano nei paradisi fiscali", dichiarano le sigle sindacali in una nota congiunta.

L’epicentro della protesta sarà Roma. Un corteo di taxi partirà alle ore 8:00 dall'aeroporto di Fiumicino per dirigersi verso il centro, con un presidio statico previsto a Piazza Montecitorio dalle 11:00 alle 16:00. Tuttavia, la categoria non è compatta: le associazioni Uri e itTaxi hanno annunciato che non aderiranno, preferendo la via del dialogo istituzionale con la Commissione Trasporti.

Per i mercati e le imprese, l'instabilità dei trasporti rappresenta un costo occulto non indifferente. Il blocco di Milano il 15 gennaio e i disagi nel trasporto merci il 14 rischiano di rallentare la logistica in un mese cruciale per la ripartenza post-festività.

Sullo sfondo resta la sfida tra il modello di servizio pubblico regolato e l'avanzata delle piattaforme digitali. La decisione del Consiglio di Stato di annullare alcune restrizioni agli NCC ha riaperto una ferita che la politica non sembra riuscire a rimarginare. Se da un lato l'utenza lamenta carenze croniche di mezzi nelle grandi metropoli, dall'altro i lavoratori del settore temono una deregolamentazione selvaggia guidata esclusivamente dagli algoritmi.
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