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UE: Urso incontra a Bruxelles gli europarlamentari italiani

 
UE: Urso incontra a Bruxelles gli europarlamentari italiani
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Bruxelles la delegazione italiana al Parlamento europeo per un confronto sui dossier strategici in discussione a livello europeo, alla vigilia di una fase decisiva per l’agenda industriale e la competitività dell’Unione europea.

“Siamo nel mezzo di una tempesta – ha esordito Urso – in un mondo attraversato da instabilità geopolitica, conflitti e tensioni commerciali, e dobbiamo attraversarla insieme. L’Europa deve fare subito le riforme necessarie, garantendo autonomia strategica e sicurezza economica, coniugando transizione e competitività industriale. Il 2026 è l’anno in cui queste scelte vanno compiute e l’Italia coesa può indicare la rotta”.

Il ministro ha quindi ripercorso il ruolo dell’Italia nel promuovere convergenze politiche e industriali tra gli Stati membri, richiamando innanzitutto i risultati del recente vertice intergovernativo italo-tedesco e il dialogo costante con la Francia, nel tentativo di allineare le posizioni delle tre principali economie industriali europee. “Abbiamo un interesse comune a difendere la produzione europea e, insieme, ad aprire nuovi mercati alle nostre imprese – ha spiegato –. Questa è la direzione in cui dobbiamo orientare le riforme europee”.

Ampio spazio è stato dedicato al dossier automotive, definito da Urso comparto centrale per l’industria europea, non solo per i volumi produttivi e occupazionali ma per l’ecosistema tecnologico che rappresenta. “L’auto è il cuore dell’industria europea – ha sottolineato Urso – Dentro l’auto convivono siderurgia, chimica ed energia, ma anche microelettronica, intelligenza artificiale e innovazione. Non esistono comparti in grado di sostituirne l’impatto industriale e occupazionale”.

Sulle proposte di riforma della Commissione europea per il settore automotive, Urso ha evidenziato che non sono sufficienti a invertire il declino determinato dall’impostazione ideologica degli ultimi anni, indicando la necessità di rafforzare il principio di neutralità tecnologica, con una più ampia apertura ai carburanti rinnovabili e ai biocarburanti, un adeguato equilibrio per i veicoli commerciali leggeri e pesanti e il superamento di obiettivi vincolanti sulle flotte aziendali. “Così com’è, la proposta della Commissione non è sufficiente - ha aggiunto - Il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica è indispensabile per sviluppare tutte le soluzioni disponibili e difendere la competitività industriale europea”.

Nel confronto con gli europarlamentari è stato quindi affrontato il tema delle industrie energivore, con riferimento alle misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe, alla sicurezza degli approvvigionamenti di rottame e alla necessità di una revisione coordinata di CBAM ed ETS. “La revisione del CBAM da sola non basta - ha osservato Urso -, deve essere accompagnata da una revisione dell’ETS, intervenendo sulle quote gratuite e contrastando la speculazione finanziaria. Non possiamo attendere il 2028 per includere i prodotti a valle: sarebbe troppo tardi per garantire un’attuazione efficace”.

Il ministro ha inoltre richiamato l’importanza del principio di preferenza europea, da applicare in modo mirato e graduale nei settori strategici. Con riferimento alle etichette per l’acciaio verde allo studio nel prossimo atto per l’accelerazione industriale, Urso ha inoltre ribadito la necessità di premiare chi ha già investito nella decarbonizzazione, citando l’avanzamento dell’Italia nella siderurgia green e ribadendo l’impegno italiano in questa direzione.

In chiusura, il ministro Urso ha sottolineato il valore del confronto con la delegazione italiana al Parlamento europeo come strumento per rafforzare il peso dell’Italia nelle decisioni europee. “È iniziata la fase delle grandi riforme in Europa - ha concluso - Dobbiamo indirizzarla insieme: voi nel Parlamento europeo, noi nel Consiglio. L’Italia può incidere e sta già incidendo, favorendo in tutti i principali dossier che riguardano l’industria europea un approccio meno ideologico e più funzionale agli interessi del nostro continente”.

 
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