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Protezione minori, Agcom dà il via alla verifica età online: i siti avranno 6 mesi per adeguarsi

Redazione
 
Protezione minori, Agcom dà il via alla verifica età online: i siti avranno 6 mesi per adeguarsi

L'Italia compie un passo deciso verso la protezione dei minori nell’ambiente digitale.
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha approvato infatti una delibera che definisce in modo dettagliato le modalità tecniche per verificare l’età degli utenti che accedono a contenuti pornografici online.

Protezione minori, Agcom dà il via alla verifica età online: i siti avranno 6 mesi per adeguarsi

Una misura attesa da tempo, prevista dal cosiddetto “decreto Caivano”, che vieta espressamente l’accesso dei minori a contenuti sessualmente espliciti, imponendo ai gestori di siti e piattaforme un controllo rigoroso della maggiore età. Finisce così l’era dell’autocertificazione tramite semplice clic su “Sì, ho più di 18 anni”: il sistema previsto da Agcom si articola in due fasi e introduce un meccanismo di “doppio anonimato”, pensato per conciliare sicurezza e tutela della privacy.

Il cuore del nuovo modello risiede nella figura di un soggetto terzo, indipendente e autorizzato, incaricato di rilasciare un’attestazione della maggiore età. Questo soggetto non conosce né il nome dell’utente né lo scopo per cui verrà utilizzata la verifica. Si tratta di un certificato digitale, ottenuto tramite apposite applicazioni da installare su smartphone, tablet o computer – come quelle legate all’identità digitale – in grado di generare una “prova dell’età” valida per più servizi.

Quando un utente tenterà di accedere a un sito riservato agli adulti, potrà usare direttamente questa prova digitale tramite l’applicazione scaricata. Dal lato della piattaforma, non verranno richiesti né conservati dati identificativi: si saprà solo che l’utente ha l’età minima richiesta, non chi sia. Il principio è quello di una verifica solida, ma discreta.

Benché pensato per contrastare l’accesso dei minori alla pornografia, il sistema di age verification delineato dall’Agcom potrebbe trovare applicazione anche in altri ambiti sensibili. Per esempio, nella gestione dei dati dei minori da parte dei social network – dove già oggi il limite minimo per il consenso è fissato a 14 anni – o nei servizi scolastici digitali, e persino per l’utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, come previsto da una proposta di legge in discussione alla Camera.

L’approccio adottato – fondato su strumenti digitali, anonimato e certificazione esterna – potrebbe dunque costituire un riferimento per la regolamentazione futura dell’accesso a molteplici servizi online, soprattutto quelli rivolti a una fascia d’età vulnerabile. La delibera arriva con qualche mese di ritardo rispetto alla scadenza inizialmente prevista dalla legge (15 gennaio 2024), in parte per via del necessario confronto con la Commissione europea, che ha esaminato a lungo lo schema normativo. Ora, dalla data della pubblicazione della delibera, siti e piattaforme avranno sei mesi di tempo per mettersi in regola.

In caso contrario, scatteranno sanzioni economiche pesanti – da 10.329 a 258.228 euro – e, nei casi più gravi o reiterati, il blocco dell’accesso al sito o alla piattaforma fino alla regolarizzazione. L’Agcom sarà l’organo preposto alla vigilanza: oltre a contestare le violazioni, potrà comminare le sanzioni e diffidare i trasgressori, concedendo un termine massimo di 20 giorni per adeguarsi. Se la diffida non sarà rispettata, scatterà il black-out della piattaforma inadempiente.

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