Economia

Dal 2026 controlli fiscali più incisivi, l’Agenzia delle Entrate accederà ai dati sanitari dei cittadini

Redazione
 
Dal 2026 controlli fiscali più incisivi, l’Agenzia delle Entrate accederà ai dati sanitari dei cittadini
Dal 2026 cambierà in modo sostanziale il rapporto tra contribuenti e Fisco. Con il decreto del MEF del 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, l’Agenzia delle Entrate potrà infatti accedere direttamente ai dati analitici delle spese sanitarie e veterinarie presenti nel Sistema Tessera Sanitaria (TS) in occasione dei controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi, sia 730 sia modello Redditi Persone Fisiche. Una svolta che rafforza l’azione di contrasto all’evasione, semplifica alcuni adempimenti, ma introduce anche un significativo elemento di vigilanza sui comportamenti dei cittadini.

Dal 2026 controlli fiscali più incisivi, l’Agenzia delle Entrate accederà ai dati sanitari dei cittadini

Il decreto aggiorna il D.M. 19 ottobre 2020 per adeguarlo alle novità introdotte dal D.Lgs. 81/2025 e dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 281068/2025, ridisegnando la periodicità degli invii al Sistema TS, non più trasmissioni semestrali, ma un unico flusso annuale, da inviare entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Le spese relative al 2025, dunque, dovranno essere comunicate entro il 31 gennaio 2026.

Una modifica che recepisce le indicazioni normative e conferma quanto anticipato dalla FAQ dell’Agenzia del 24 settembre 2025. La gestione dei dati sanitari diventa più snella per gli operatori, ma molto più dettagliata per il Fisco, che potrà visionare le informazioni in tempo reale nel corso dei controlli formali.

Il nuovo comma 4-bis del decreto introduce infatti un meccanismo decisivo, nel senso che quando il contribuente corregge, integra o modifica le spese sanitarie presenti nella precompilata, l’Agenzia delle Entrate potrà consultare i dati analitici trasmessi al Sistema TS. I funzionari delegati ai controlli ex art. 36-ter del D.P.R. 600/1973 avranno accesso ai dettagli relativi a codice fiscale del contribuente e degli eventuali familiari, dati dell’erogatore, tipologia del documento di spesa, importo pagato, tracciabilità del pagamento e importi di eventuali rimborsi.

In altre parole, il contribuente non sarà più obbligato a presentare fatture o scontrini per le voci già presenti nel Sistema TS, sarà il Fisco a reperire autonomamente la documentazione. Un cambiamento destinato a incidere profondamente sulle modalità di verifica, rendendo più difficile dichiarare spese non spettanti o gonfiare importi detraibili.

Resta comunque un’area di riservatezza. Infatti i dati per i quali il contribuente ha esercitato l’opposizione alla trasmissione al Sistema TS non saranno consultabili. In questi casi, così come per le spese non presenti nel tracciato elettronico, ad esempio cure mediche all’estero, acquisti online o spese veterinarie registrate fuori rete, sarà ancora necessario conservare la documentazione cartacea.

In questo modo il governo intende rafforzare l’efficacia dei controlli e allo stesso tempo rendere più solida la prova del sostenimento delle spese inserite nella dichiarazione dei redditi precompilata. Ma l’effetto collaterale è un ampliamento significativo della capacità di analisi del Fisco, che dal 2026 potrà contare su una base informativa estremamente dettagliata su una delle voci più rilevanti delle detrazioni Irpef.
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