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Algeria: lo scrittore dissidente Boualem Sansal comincia in carcere lo sciopero della fame

Redazione
 
Algeria: lo scrittore dissidente Boualem Sansal comincia in carcere lo sciopero della fame

Lo scrittore ultrasettantenne franco-algerino Boualem Sansal, incarcerato in Algeria da metà novembre , ha iniziato uno sciopero della fame. A renderlo noto è stato il difensore dell'intellettuale, l'avvocato francese François Zimeray, che ha detto di avere ricevuto l'informazione da una fonte giudiziaria e definendosi ''preoccupato per la sua salute e per la possibilità stessa di un giusto processo".

Algeria: lo scrittore dissidente Boualem Sansal comincia in carcere lo sciopero della fame

Secondo l'avvocato, che ha spiegato di non aver ottenuto il visto per recarsi in Algeria e incontrare il suo cliente, Boualem Sansal avrebbe preso questa decisione "a causa delle pressioni esercitate su di lui affinché cambiasse avvocato" . "Né l'equilibrio nell'esprimere la sua difesa, né la moderazione di fronte alla campagna abietta che ho subito su alcuni media algerini, né il rispetto del quadro giudiziario di questo Paese sembrano essere stati apprezzati da un regime che persiste nel rifiutarmi il visto senza una valida ragione, privando Boualem Sansal della difesa da lui scelta", ha ribadito l'avvocato Zimeray.

Critico del governo algerino, autore di "Il giuramento dei barbari" e di "2084: la fine del mondo", ,è stato arrestato all'aeroporto di Algeri il 16 novembre, accusato dall'articolo del Codice penale del Paese nordafricano che punisce "come atto terroristico o sovversivo qualsiasi atto che prenda di mira la sicurezza dello Stato, l'integrità del territorio, la stabilità e il normale funzionamento delle istituzioni" .

Alla base dell'accusa ci sarebbero le dichiarazioni di Sansal al media francese Frontières , notoriamente di estrema destra, che riprendono la posizione del Marocco secondo cui il territorio del Paese sarebbe stato mutilato durante la colonizzazione francese a vantaggio dell'Algeria.

La sua prigionia ha provocato le proteste di molti intellettuali e scrittori, che ritengono l'accusa infondata. Per domani l'Istituto del mondo arabo e la casa editrice Gallimard hanno organizzato una manifestazione a Parigi a sostegno dello scrittore franco-algerino.

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