Economia
Azimut chiude un 2025 da record, raccolta netta a 32,1 miliardi e utile oltre 515 milioni, nel mirino 550 milioni nel 2026
Redazione

Il 2025 si avvia a chiudersi come l’anno migliore di sempre per Azimut Holding, che consolida la propria leadership nel risparmio gestito italiano e rafforza il profilo internazionale. Sulla base dei primi dati preliminari, il gruppo prevede un utile netto superiore a 515 milioni di euro, oltre il target comunicato a novembre, accompagnato da una raccolta netta pari a 32,1 miliardi di euro, in crescita di 1,8 volte rispetto al 2024 e di 4,7 volte rispetto al 2023. Un risultato che rappresenta la miglior performance annuale nella storia di Azimut e che consente alla società di posizionarsi per il secondo anno consecutivo al vertice della classifica italiana per flussi netti.
Azimut chiude un 2025 da record, nel mirino 550 milioni nel 2026
Le masse totali hanno raggiunto i 140,9 miliardi di euro al 31 dicembre 2025, in aumento del 31% su base annua. Un dato che certifica la trasformazione del gruppo in una piattaforma sempre più globale, con il business estero che pesa ormai per il 52% del totale. In questo contesto, la strategia di espansione internazionale e di crescita per linee esterne ha rappresentato uno dei principali driver dell’anno.
Negli Stati Uniti Azimut ha rafforzato in modo significativo la propria presenza lungo l’intera catena del valore, diventando azionista di maggioranza di Kennedy Capital Management, incrementando la partecipazione in HighPost Capital nel private equity e venture capital e completando l’acquisizione del 100% di North Square Investments, operazione che ha portato al lancio della piattaforma multi-boutique Azimut NSI. Il mercato statunitense è oggi il secondo più rilevante per il gruppo dopo l’Italia, con circa 53 miliardi di dollari di masse gestite grazie a un modello integrato che combina asset management, wealth management, distribuzione e investimenti alternativi.
Parallelamente, in America Latina Azimut ha acquisito una partecipazione di maggioranza in Knox Capital, rafforzando il presidio nel segmento Private e UHNW in Brasile. Sul fronte geografico, il gruppo ha inoltre avviato le attività in Marocco tramite un investimento strategico in Red Med Capital e ha ottenuto l’autorizzazione a operare come gestore patrimoniale locale in Arabia Saudita. L’espansione proseguirà anche in Asia, dove Azimut gestisce già circa 3 miliardi di euro di masse attraverso le sedi di Singapore, Shanghai, Hong Kong e Taipei, con un team di circa 125 professionisti.
Il 2025 è stato anche un anno di valorizzazione degli investimenti nei mercati privati, grazie a exit selettive come la cessione della partecipazione in RoundShield Partners, che ha generato ritorni significativi e distribuzioni di capitale per i clienti. Prosegue inoltre il progetto TNB, con l’estensione dell’accordo di esclusiva con FSI e l’obiettivo di completare l’operazione nel corso del 2026, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari.
Guardando avanti, il gruppo ha fissato obiettivi ambiziosi per il 2026, assumendo condizioni di mercato normali: raccolta netta complessiva pari a 10 miliardi di euro e utile netto di 550 milioni, al netto delle componenti straordinarie. Forte della solidità patrimoniale e della performance operativa, il Consiglio di amministrazione intende inoltre proporre all’assemblea del 2026 una politica di dividendo ordinario per l’esercizio 2025 superiore a quella dell’anno precedente, quando il dividendo era stato pari a 1,75 euro per azione con un payout del 61%.
L’amministratore delegato e direttore finanziario Alessandro Zambotti (in foto) ha sottolineato come il superamento degli obiettivi di utile e la raccolta record siano il frutto della sinergia tra i team di gestione globali e le reti distributive in Italia e all’estero, oltre che delle acquisizioni strategiche realizzate. Un percorso sostenuto da 35 anni di track record e da una diversificazione geografica senza eguali tra gli operatori italiani, che ha consentito di generare per i clienti una performance media ponderata netta cumulata del 27,8% dal 2019.
Sulla stessa linea il commento dell’altro amministratore delegato Giorgio Medda, che ha ribadito la centralità dell’innovazione di prodotto e del modello distributivo globale e multicanale. Nei prossimi mesi il gruppo lancerà due nuove strategie globali nei private markets, HIPstr II negli Stati Uniti e Secure Europe Technologies, focalizzata su sicurezza e difesa, mentre prosegue lo sviluppo di soluzioni di consulenza evoluta come Azimut Next Generation Advisory, che integra l’intelligenza artificiale per supportare gli obiettivi degli investitori in vista dell’implementazione della Retail Investment Strategy.
Il piano strategico Elevate 2030 rappresenta la sintesi di questa visione, in particolare raddoppiare entro fine decennio le masse estere medie fino a 95-110 miliardi di euro, mantenendo una marginalità core compresa tra 30 e 40 punti base, e confermare Azimut come uno dei protagonisti europei del risparmio gestito a vocazione globale.