Il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha dispiegato nel 2025 la sua intera potenza di fuoco, chiudendo l’anno con un volume di finanziamenti pari a 100 miliardi di euro: una cifra tonda che non rappresenta solo un record finanziario, ma il sigillo su una trasformazione geopolitica dell'istituzione. Sotto la guida della presidente Nadia Calviño, il braccio finanziario dell'Unione ha definitivamente ampliato il proprio raggio d'azione, trasformandosi da "banca del clima" a pilastro della sicurezza e della competitività continentale.
BEI, anno record. 100 miliardi nel 2025 per blindare l’autonomia strategica Ue
"L'Europa è una superpotenza e deve far valere il proprio peso credendo nelle proprie capacità", ha dichiarato Calviño commentando i risultati che delineano una strategia a tre punte: transizione energetica, difesa comune e sovranità tecnologica. Il dato più rilevante per l'industria è il record storico di 11,6 miliardi di euro investiti nelle reti energetiche europee, un'iniezione di liquidità cruciale per l'ammodernamento di 56.000 km di linee elettriche, inclusi progetti strategici come l'interconnessione sottomarina nel Tirreno e il collegamento "Bay of Biscay" tra Francia e Spagna.
Questa mossa ha permesso alla BEI di mobilitare circa un terzo dell'intero investimento per la transizione energetica nell'UE, con il 60% dei finanziamenti totali del Gruppo destinati alla "green economy". Ma è sul fronte della sicurezza che si registra il cambio di passo più netto: in risposta al mutato scenario geopolitico, gli investimenti nel settore difesa e sicurezza sono quadruplicati, superando i 4 miliardi di euro e raggiungendo quasi il 5% dell'attività annuale della banca.
Non si tratta più solo di dual-use, ma di progetti mirati alla deterrenza, dai radar avanzati alle infrastrutture di cybersecurity, fino al supporto per la supply chain dei grandi contractor della difesa tramite accordi con banche commerciali in Germania, Francia e Grecia. Parallelamente, la BEI ha consolidato il ruolo dell'UE come incubatore tecnologico: attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), sono stati erogati 16 miliardi in garanzie ed equity, coprendo quasi un quarto di tutto il venture capital raccolto dai fondi europei nel 2025.
Con il lancio del programma TechEU, l'obiettivo è ora mobilitare 250 miliardi entro il 2027 per trattenere le "unicorni" nel continente, spaziando dall'intelligenza artificiale ai semiconduttori. L'attenzione alla coesione sociale rimane tuttavia centrale, con oltre metà dei fondi destinati alle regioni meno sviluppate e un balzo del 50% nei finanziamenti per l'housing sociale e sostenibile, saliti a 5 miliardi.
Sul fronte estero, il sostegno all'Ucraina ha superato i 4 miliardi dall'inizio dell'invasione russa, confermando la BEI come attore chiave non solo nella ricostruzione, ma nella tenuta economica di Kiev. In un anno definito di "decisioni storiche", la BEI ha dimostrato di poter agire come moltiplicatore anticiclico, snellendo le procedure interne per garantire che i capitali arrivino alle imprese europee con la velocità richiesta da un mercato globale sempre più aggressivo.